l’altra “maratona” della grande mela

Ciclismo amatoriale, per la Gran Fondo di New York budget da 2 milioni di dollari

di Maximilian Cellino


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3' di lettura

Potremmo definirla «l’altra» maratona di New York, ma sarebbe forse riduttivo. Gfny, l’acronimo che deriva dalle iniziali di Gran Fondo New York non rappresenta soltanto la più importante corsa ciclistica amatoriale in grado di richiamare oltre 3mila appassionati nella Grande Mela e nelle campagne limitrofe, ma è ormai diventato un marchio diffuso in ben 4 Continenti e che caratterizza la serie di 18 manifestazioni dal carattere probabilmente più internazionale dell’intero mondo del pedale: dal Messico alle Filippine passando per la tappa italiana di Montepulciano.

La più internazionale delle Granfondo

Pedalando lungo le 100 miglia (161 chilometri) del percorso della nona edizione della «originale» Gfny, come è realmente capitato lo scorso 19 maggio a chi racconta, può capitare nello spazio di poco più di 5 ore di ascoltare con stupore le parole di Aiman, giunto addirittura dall’Indonesia per affrontare quella fatica, di darsi il cambio con Ana e Felipe, in gara in coppia dall’Ecuador, e di sfruttare la ruota negli ultimi chilometri (controvento) di Rodolfo, giovane speranza della Costarica. Sono del resto ben 93 le nazioni diverse rappresentate, con pure una sessantina di italiani alla partenza.

Gfny – L'altra “Maratona di New York”

L’atmosfera cosmopolita di personaggi, che paradossalmente si nascondono dietro la stessa maglietta fornita dall’organizzatore e da indossare obbligatoriamente, è infatti probabilmente l’aspetto che colpisce maggiormente in questi casi, forse ancora più della successione di scenari proposti di un percorso che parte dal ponte George Washington che unisce Harlem al New Jersey, si sviluppa lungo le rive boscose del fiume Hudson per arrivare fino al giro di boa segnato dall'ascesa di giornata alla Bear Mountain (dove i meno allenati hanno la possibilità di interrompere a metà la propria fatica chiudendo il percorso «corto» da 50 miglia).

Come si può facilmente intuire, anche lo sforzo economico è paragonabile all’ampiezza del fenomeno: sono 2 i milioni di dollari di budget a disposizione degli organizzatori: una cifra in gran parte destinata ad assicurare il perfetto svolgimento della corsa, a permettere il passaggio e garantire vigilanza e soprattutto sicurezza sulle strade (per rendere possibile il solo transito dal Ponte George Washington alla partenza fissata per le ore 7 del mattino sono necessari oltre 200mila dollari).

Il tocco del «Made in Italy»

Gran parte del denaro arriva dagli sponsor, tra i quali figurano anche nomi italiani in bella evidenza: la padovana Elite, che produce rulli da allenamento e altri materiali, e soprattutto Campagnolo, che svolgendo il ruolo di main sponsor accompagna anche in via diretta il marchio Gfny nella tappa newyorchese fin dalla seconda edizione. Scelta comprensibile, quella dello storico marchio vicentino che da quasi un secolo fornisce in dotazione cambi, pedali, freni e ruote ai telai ciclistici delle marche più famose: «gli Stati Uniti e tutto il resto del mercato Nord e Sud Americano rappresentano oggi circa il 20% del nostro fatturato», ricorda Lorenzo Taxis, direttore marketing e comunicazione del gruppo Campagnolo, che abbina il proprio nome anche alla Granfondo che si svolge in ottobre in un’altra città iconica come Roma.

Tutti pronti per la festa del decennale

La cronaca sportiva impone di ricordare come il successo, tra gli uomini e tra le donne, sia andato ad atleti di casa, entrambi provenienti dallo stato del Virginia: Jill Patterson di Alexandria e Jeremiah Bishop di Harrisonburg, che ha impiegato 4 ore e 19 minuti per terminare l’intero percorso rimontando proprio negli ultimi metri il piemontese Riccardo Pichetta, evidentemente abbonato alla piazza d’onore dopo il secondo posto del 2018. Ma a vincere è stato soprattutto il dominicano Aldrin Parra, che ha concluso la sua fatica in oltre 11 ore. Soltanto dopo il suo arrivo la festa è stata davvero completa e si è potuto iniziare a lavorare per il 2020, l’anno del decennale: un anniversario da festeggiare il prossimo 17 maggio con tutti gli onori possibili.

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