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Ciclismo, chiude la “stagione” ma già si guarda a come incrementare i ricavi

di Mario Nicoliello

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(Ansa)

4' di lettura

Sul Muro di Huy a dettare legge è ancora Julian Alaphilippe. È sempre il corridore francese il padrone della Freccia Vallone, la penultima “classica” di primavera. Nelle Ardenne il transalpino precede il danese Fuglsang e l'italiano Diego Ulissi, conquistando la seconda Classica della stagione dopo la Milano-Sanremo. Domenica 28 aprile il periodo dedicato alle gare di un giorno vivrà l'ultimo capitolo con la Liegi-Bastogne-Liegi, che quest'anno lascia il traguardo di Ans per giungere nel centro cittadino di Liegi. Si chiuderà con la Doyenne (la decana, prima edizione nel 1892) un mese di grande ciclismo tra Italia, Belgio, Francia e Paesi Bassi: 4 nazioni dove la bicicletta sta esplorando una nuova dimensione commerciale.

La prima “classica” nell'era dell'entertainment

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La prima Classica a sbarcare nell'era dell'entertainment è stato il Giro delle

Fiandre, che ha cambiato il percorso e rinunciato al mito del Muro di Grammont (prima tratto decisivo, adesso salitella confinata a un centinaio di chilometri dal nuovo traguardo di Oudenaarde) pur di generare ricavi. L'idea del patron Wouter Vandenhaute è stata semplice: creare un circuito dove i corridori passino anche tre volte, così che gli spettatori abbiamo più possibilità di vederli da vicino. Sono stati perciò proposti dei pacchetti per i tifosi sfegatati, disposti a spendere pur di entrare nel vivo della corsa. Così un posto nella tenda ai margini del Vecchio Kwaremont costa 380 euro (comprensivi di una bottiglia di champagne), una colazione nella piazza di Anversa (città che paga 400mila euro per essere teatro della partenza) durante la presentazione delle squadre prima del via costa 95 euro, mentre per seguire la corsa a bordo di un'auto si pagano 4.000 euro per 3 persone. Lungo le strade del Fiandre si affacciano almeno un milione di persone, mentre sono diecimila coloro che alimentano il fatturato dell'hospitality: 2 milioni di euro nel 2019, con una spesa media di 200 euro a testa. Emozioni anche per chi è seduto in poltrona davanti alla tv, grazie a telecamere e microfoni dentro le ammiraglie per ascoltare le comunicazioni tra tecnici e corridori.

La Parigi-Roubaix e la Liegi-Bastogne-Liegi

Parigi-Roubaix e Liegi-Bastogne-Liegi condividono il medesimo organizzatore, il gruppo francese Aso, lo stesso che promuove anche il Tour de France e la Vuelta a España. Cavalcando l'onda della Grande Boucle, la Roubaix fa il pieno dai diritti tv, essendo trasmessa in 190 Paesi, mentre a livello locale è foraggiata dagli enti territoriali. Regioni e Dipartimenti finanziano la restaurazione dei tratti in pavé, il cuore dell'Inferno del Nord. Per sistemare i 2.300 metri della Foresta di Arenberg, serviranno 300.000 euro fino al 2021: il consiglio dell'Hauts-de-France ha contribuito con 150mila euro, il Dipartimento del Nord ne ha allocati 40mila. Per raccogliere la parte rimanente sarà lanciata una campagna di crowdfunding.

La Milano-Sanremo e il Giro di Lombardia

Sia la Milano-Sanremo, sia l'altro “Monumento” italiano, il Giro di Lombardia di

ottobre, sono organizzati da Rcs Sport., «Le principali voci di ricavo - racconta al Sole 24 Ore il modello di business di una Classica Paolo Bellino, ad di Rcs Sport - sono i diritti televisivi nazionali e internazionali, le sponsorizzazioni e i finanziamenti degli enti locali». Estrapolare i dati assoluti non è possibile, giacché Sanremo e Lombardia sono comprese nell'intero pacchetto di gare firmate Rcs: l'ammiraglia di famiglia è ovviamente il Giro d'Italia – al via l'11 maggio da Bologna – mentre sta crescendo di interesse anche un'altra prova nel calendario World Tour: la Strade Bianche. Il segreto per incrementare il giro d'affari è - secondo Bellino - «dare una nuova narrazione alle gare di un giorno».

Un nuovo modo di raccontare le gare

Trovare quindi un nuovo modo di raccontare le gesta sportive, per alimentare le ricadute commerciali. «Sanremo e Lombardia hanno un percorso in linea che non ci consente di creare ciò che fanno al Fiandre con i tendoni sul tracciato. In più, il tifoso italiano di ciclismo non è come il belga. Se per loro è normale spendere per vedere una gara anche di ciclocross, da noi non lo è».

Meglio puntare quindi sullo spettacolo paesaggistico («Il ciclismo è l'unico sport che ti fa vedere il territorio, quindi è uno strumento di promozione turistica formidabile. Durante la corsa le città attraversate vengono valorizzate») e su quello agonistico: «Per attrarre l'interesse occorre avere in gara i grandi campioni, perché sono le loro storie che creano la narrazione». Attualmente il title sponsor della Sanremo è Named Sport, gli sponsor ufficiali sono Segafredo, Pinarello, Enel, Gls e Novo Nordisk, mentre i partner ufficiali sono Cofidis, Tag Heuer, Toyota, Sportful, Shimano e Sangemini.

Sviluppare il business tramite la tecnologia

Secondo Bellino, per il futuro saranno 4 le leve su cui agire per sviluppare il business:

- la tecnologia («Telecamere nelle ammiraglie e sulle biciclette, fornitura di dati in tempo reale su battiti cardiaci e velocità, grafiche interattive»);

- l'integrazione tra tv e Social («Durante la gara occorre seguire due tipologie di audience collegate tra di loro»);

- i contenuti extra agonistici («La passione va alimentata 365 giorni all'anno, non soltanto il giorno della gara»);

- il racconto del territorio: «La bicicletta consente di destagionalizzare il turismo, facendo diventare più forte la montagna d'estate e il mare d'inverno».

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