CICLISMO E DOPING

Ciclismo, Chris Froome trovato positivo al Salbutamolo alla Vuelta 2017. «Soffro di asma»

Doping nel ciclismo, Froome positivo alla Vuelta di Spagna

2' di lettura

Chris Froome trovato positivo alla Vuelta 2017. Lo ha reso noto l’Uci (l’Unione ciclistica internazionale), precisando che il ciclista britannico è stato trovato positivo al Salbutamolo (un bronco dilatatore impiegato nel trattamento dell’asma) per una quantità superiore a 1000ng/ml in un campione di sangue raccolto durante la Vuelta di Spagna il 7 settembre 2017. La dose è pari al doppio del limite consentito. Vuelta che poi Froome ha vinto. L’esito del controllo è stato notificato a un paio di settimane dopo, il 20 settembre.

Immediata la reazione del campione britannico, che cerca di difendersi: «Com’è noto soffro di asma - ha dchiarato - e conosco esattamente quali sono le regole. Utilizzo un inalatore per tenere i sintomi sotto controllo sempre all’interno dei limiti consentiti... Il mio asma è peggiorata durante la Vuelta così ho seguito il consiglio del mio team medico e ho aumentato il dosaggio di Salbutamolo»,

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Il controllo antidoping è stato pianificato ed eseguito dalla Fondazione cliclistica anitdoping, l’organismo indipendente incaricato dall' Uci di definire e attuare la strategia antidoping nel settore ciclistico. Le controanalisi hanno confermato la positività. In base alle norme antidoping dell' Uci, la presenza di una determinata sostanza come il salbutamolo in un campione non comporta, al momento, la sospensione provvisoria dell’atleta che potrà così difendersi.

Con la vittoria alla Vuelta 2017 Froome, che aveva vinto poco prima il Tour de France per la quarta volta, si è consacrato nella storia del ciclismo. Da Andorra nella terza tappa, fino alla passerella finale di Madrid: in maglia rossa quasi per tutto il tempo, con un unico vero brivido: la salita di Los Machucos, quando ha lasciato quaranta secondi di speranza a Vincenzo Nibali.

Aveva detto Froome: “Devo dire che è probabilmente il più difficile tra i Grandi Giri che abbia mai disputato. Ogni giorno è accaduto qualcosa di diverso: ho avuto buone giornate ma in altre ero sdraiato a terra, sanguinante, pensando che la mia corsa fosse finita. E' stata una montagna russa, assolutamente implacabile. E' un sollievo per me essere arrivato a Madrid. Penso che sia probabilmente il mio più grande risultato, essendo la prima persona a vincere il Tour de France per poi andare a conquistare la Vuelta”.

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