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Ciclismo su pista: in Polonia si chiudono i Mondiali - Caos debiti per il velodromo gioiello da 20 milioni

di Emanuele Cuomo


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(Reuters)

3' di lettura

Si chiudono domenica 3 marzo i Campionati del mondo di ciclismo su pista ospitati dalla Polonia. Per l’Italia dopo un avvio di manifestazione abbastanza sfortunato e al di sotto delle attese, è arrivato l’exploit di Filippo Ganna capace di imporsi nell’inseguimento individuale per la terza volta (con il bronzo di Davide Plebani) dopo aver conquistato il titolo nel 2016 e nel 2018. Tra le donne invece Letizia Paternoster (19 anni) ha ottenuto l’argento nell’Omnium.

La candidatura della città polacca di Pruszkow era stata esaminata dall’Unione Ciclistica Internazionale, con l’ufficializzazione della sede che è arrivata a settembre 2017. Pruszkow dista appena 18 chilometri dalla capitale e conta circa 60 mila abitanti, segnalandosi come la città più grande della parte occidentale dell’agglomerato di Varsavia.

Gli atleti si sono sfidati sulla pista dell’Arena Pruszków, l’unico velodromo coperto presente in Polonia che aveva già ospitato la prima rassegna iridata disputatasi sul territorio polacco nel 2009. La struttura è stata infatti costruita nel 2008 è capace di ospitare 1.500 spettatori in occasione degli eventi ciclistici indoor. La pista, che come da regolamento misura 250 metri, è stata realizzata in pino siberiano. Nel velodromo si sono svolti anche i Campionati Europei del 2010. La struttura è polivalente e viene usata per manifestazioni sportive, convegni, concerti, spettacoli e fiere.

L’Arena Pruszków è anche sede della Federazione polacca di ciclismo (PZKol). L’organo che governo il ciclismo in Polonia sta provando ad uscire da un periodo difficile, con problematiche di natura finanziaria e morali che hanno messo a dura prova l’intero movimento guidato dalla PZKol. La crisi scoppiata negli ultimi mesi del 2017 non è stata ancora superata. Sul sito dell’Arena Pruszków è ben visibile un annuncio dove si invita gli appassionati di ciclismo a partecipare ad una raccolta fondi per salvare il velodromo. Infatti, la pista rischia di essere messa all’asta se non verrà rimborsato il debito nei confronti della società appaltatrice. La Mostostal Puławy, azienda di costruzioni specializzata nella realizzazione di impianti sportivi, in totale vanta un credito di 1,86 milioni di euro. In pratica, la Federazione polacca rischia di perdere l’unica pista al coperto del Paese, e addirittura la stessa organizzazione del Mondiale è stata messa a rischio. In Polonia i vertici del mondo delle due ruote sono stati accusati di avere stipulato contratti svantaggiosi, con tassi di interesse molto alti. Il velodromo è stato realizzato al costo di oltre 21 milioni di euro, con il governo che ha coperto gran parte della spesa.

Il problema, però, è sorto quando si sono resi necessari dei lavori supplementari. Per adeguarsi alle normative dettate dall’Uci sono stati effettuati interventi per altri 1,2 milioni di euro. La società che ha eseguito i lavori, però, non è stata pagata e a dicembre 2016 ha vinto la causa. La PZKol è stata chiamata a versare l'importo dovuto (oltre agli interessi). La Federazione ciclistica, però, non essendo in grado di far fronte alla spesa ha chiesto un ulteriore intervento del governo. Va sottolineato che per la PZKol i problemi di natura economica sono aumentati dopo che nel 2018 il Ministero dello sport ha bloccato i fondi previsti. Il rapporto tra la Federazione polacca e il Ministero si è incrinato ulteriormente quando alcuni membri dell’esecutivo della Federciclismo sono stati accusati di molestie sessuali ai danni di numerosi tesserati, anche minorenni. La denuncia di Piotr Kosmala ha portato alle dimissioni dell’ex presidente Dariusz Banaszek, con la PZkol che ora è guidata da Janusz Poak. Il budget della Federciclismo polacca si è ulteriormente ridimensionato dopo l’addio dello sponsor CCC. Per provare a risollevare il movimento è intervenuto il ministro dello sport e del turismo Witold Bańka, con l’ex atleta che si è impegnato a collaborare con i nuovi vertici della PZkol per risolvere la crisi economica e ridare lustro all'immagine della Federazione.

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