Il presidente della Biennale

Cicutto: «Il metodo Biennale ha battuto il covid»

Aumento delle presenze alla mostra di Architettura (+16% finora) e molti gli arrivi annunciati alla prossima Mostra del Cinema che si aprirà mercoledì 1 settembre al Lido di Venezia

di Gerardo Pelosi

(ANSA)

3' di lettura

Era una scommessa mantenere un festival del cinema in presenza l'anno scorso ma con tutte le misure sanitarie adottate il “metodo Biennale” ha funzionato, anzi sembra avere fatto scuola. Il pubblico ha apprezzato gli sforzi come testimonia l'aumento delle presenze alla mostra di Architettura (+16% finora) e gli arrivi annunciati alla prossima Mostra del Cinema che si aprirà mercoledì 1 settembre al Lido. “Per capacità e cronologia – spiega il presidente della Biennale Roberto Cicutto alla fine della cerimonia per l'assegnazione, insieme al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, dei Leoni d'oro per la 17° Mostra di Architettura - siamo stati i primi a sperimentare una formula di convivenza con la pandemia, rigide misure sanitarie e, da quest'anno, postazioni per effettuare tamponi rapidi; misure che hanno prodotto gli effetti sperati anche se in ultima istanza la responsabilità finale resta sempre in mano al comportamento pubblico”.

How we will live together?

Cicutto è soddisfatto per l'interesse suscitato dalla Mostra di Architettura “How will we live together?” slittata di un anno e per i prossimi arrivi al Lido di delegazioni intere di artisti e produttori insieme ai film, cosa che l'anno scorso è mancata. “Sono tornate le major americane ed è una cosa che può solo farci piacere e ridare slancio alla Mostra”.Un segnale importante anche dal punto di vista della proiezione geopolitica del nostro Paese è poi, sia secondo Cicutto che per il ministro Franceschini, l'assegnazione del Leone d'oro per la migliore partecipazione nazionale alla Mostra di architettura “agli Emirati Arabi Uniti. La motivazione del premio al progetto Wetland degli Emirati parla di “un esperimento che ci incoraggia a pensare alla delicata relazione tra spreco e produzione proponendo un modello costruttivo capace di legare artigianalità e tecnologie avanzate”. “Per Architettura – dice sempre Cicutto - abbiamo fatto un grande lavoro di squadra e il merito va in primis al curatore Hashim Sarkis; è significativo che, nonostante gli ostacoli per arrivare in Italia, tanti visitatori stranieri abbiano deciso di visitare gli spazi ai Giardini e all’Arsenale”. Difficoltà che hanno riguardato anche i giurati “chiamati ad affrontare diversi problemi a causa del Covid”.

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Il Leone d’oro speciale in memoriam

Su proposta di Sarkis è’ stato inoltre attribuito a Lina Bo Bardi, architetta, designer, scenografa, artista e critica italiana naturalizzata brasiliana scomparsa nel '92 il Leone d’oro speciale in memoriam. Tra le sue opere spiccano edifici imponenti che “con il loro design coniugano architettura, natura, vita e comunità. Nelle sue mani l’architettura diviene effettivamente una forma di arte sociale capace di favorire l’incontro”. La giuria internazionale presieduta da Kazuyo Sejima (Giappone) e composta da Sandra Barclay (Perù), Lamia Joreige (Libano), Lesley Lokko (Ghana-Scozia), Luca Molinari (Italia) ha attribuito due menzioni speciali per la partecipazione nazionali della Russia - per il progetto “Open!” e per le Filippine per il progetto “Structures of Mutual Support”.

Il Leone d’oro per la migliore partecipazione

Il Leone d’oro per la migliore partecipazione è andato al progetto “raumlaborberlin” (Berlino, Germania) per “Instances of Urban Practice” realizzato da Andrea Hofmann, Axel Timm, Benjamin Foerster-Baldenius, Christof Mayer, Florian Stirnemann, Francesco Apuzzo, Frauke Gerstenberg , Jan Liesegang e Markus Bader. Il Leone d'argento per un promettente giovane partecipante è stato conferito alla Foundation for Achieving Seamless Territory (Fast) per “Watermelons, Sardines, Crabs, Sands, and Sediments: Border Ecologies and the Gaza Strip”.

Preapertura della Mostra del Cinema

Dopo Architettura oggi martedì preapertura della Mostra del Cinema con il film “Il cinema al tempo del Covid’, diario filmato di Andrea Segre, prodotto dalla Biennale con Rai Cinema e Istituto Luce Cinecittà, sul dietro le quinte dell'edizione 2020. Apertura ufficiale la sera di mercoledì con “Madres Paralelas” di Pedro Almodovar. Grande attesa per i cinque film italiani in concorso tra cui “E' stata la mano di Dio” del premio Oscar Paolo Sorrentino. E dal 17 settembre prenderà avvio a Venezia Biennale musica rassegna da quest'anno diretta da Lucia Ronchetti.

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