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Cig in deroga, migliaia di lavoratori ancora in attesa. È scontro Inps-Regioni

Al 3 maggio sussidio pagato a solo 58mila beneficiari. Lombardia e Piemonte insorgono: Inps faccia presto, non possiamo più aspettare

di Claudio Tucci

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(imagoeconomica)

Al 3 maggio sussidio pagato a solo 58mila beneficiari. Lombardia e Piemonte insorgono: Inps faccia presto, non possiamo più aspettare


2' di lettura

A quasi due mesi dal varo del decreto Cura Italia, che ha riconosciuto la cassa integrazione d’emergenza, ordinaria e in deroga, migliaia di lavoratori sono ancora in attesa di ricevere il sussidio. A essere particolarmente in ritardo è la Cig in deroga, soprattutto per via di normative poco chiare e una procedura complessa che chiama in causa, regioni e Inps, nelle varie fasi della procedura, dall’autorizzazione all’erogazione delle somme.

I numeri della discordia
A far salire la tensione sono stati gli ultimi dati diffusi da Inps, relativi allo scorso 3 maggio. Ebbene, in base a questi numeri, risulta che a essere state inviate a Inps sono 173.565 domande. Di queste 85.046 sono state autorizzate dall’Istituto e 29.600 sono state pagate a una platea pari a 57.975 beneficiari. Numeri bassissimi se si considera che la Cig in deroga ha un bacino di 2,6 milioni di potenziali lavoratori interessati, con uno stanziamento di 3,3 miliardi, per riconoscere fino a un massimo di nove settimane di ammortizzatore. Secondo Inps, la regione che è più indietro nell’invio delle domande all'Inps è la Lombardia con appena 37 domande decretate e 33 autorizzate dall'Inps.

La replica della Lombardia: faxe news
A stretto giro è arrivata la replica della regione Lombardia, che ha accusato Inps di “fake news”. Sulla gestione della cassa integrazione in deroga, ha spiegato la regione in una nota, «non siamo solo di fronte a uno sconcertante disallineamento tra banche dati, siamo di fronte a una vera e propria alterazione di dati» e «se l'Inps continuerà a diffondere notizie infondate e faziose, la Lombardia si difenderà nelle sedi opportune». L’assessore al lavoro, Melania Rizzoli, ha fatto notare, inoltre, che «la Lombardia dà garanzie per la cassa integrazione dal 2014, a dimostrazione di un meccanismo già rodato e affidabile. La Lombardia ha già messo 5,5 milioni di garanzia: Inps deve pagare i lavoratori lombardi».

Altolà anche dal Piemonte: Inps acceleri i pagamenti
A scagliarsi contro l’Inps è anche il Piemonte, altra regione particolarmente provata dall’emergenza sanitaria. Per il governatore, Alberto Cirio, «tutte le volte che c'è di mezzo lo Stato le cose si
complicano, cosa che non vogliamo». L’Inps deve fare in fretta per pagare il sussidio. Intanto, il Piemonte si è mosso in autonomia, facendo un accordo con Intesa per anticipare il pagamento della cig in deroga ai beneficiari che ne hanno diritto.

Per approfondire:
Dai cassintegrati agli smartworker, ecco tutti i numeri e i nodi del lavoro

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