sudamerica

Cile, addio alla Costituzione di Pinochet. Trionfa il “sì” al referendum

La vittoria è stata schiacciante (78,2%) e i 155 membri dell’Assemblea costituente saranno scelti in aprile del 2021.

di Roberto Da Rin

Cile, vince il si' alla riforma della Costituzione

La vittoria è stata schiacciante (78,2%) e i 155 membri dell’Assemblea costituente saranno scelti in aprile del 2021.


3' di lettura

Sì alla nuova Costituzione. Il Cile volta pagina, gli elettori hanno votato a larghissima maggioranza a favore di una nuova Carta, in sostituzione di quella ereditata dall'era di Pinochet. Alla domanda «Quiere usted una Nueva Constitución?», «Vuole una nuova Costituzione?», più dei tre quarti degli elettori hanno risposto «apruebo», «approvo».

La richiesta di una nuova costituzione risale all'ottobre del 2019 quando scesero in piazza decine di migliaia di cileni, motivati a chiedere più welfare e meno oligopoli. Una protesta durata settimane intere, nonostante le restrizioni imposte per la pandemia da coronavirus. Il governo di Sebastian Piñera scese ai minimi storici di consenso, attorno all'8 per cento.I risultati quasi definitivi del referendum – con il 99% dei seggi elettorali scrutinati – mostrano una vittoria schiacciante a favore del sì, con il 78,2% di consensi. L'affluenza è stata intorno al 50%, secondo l'autorità elettorale del Cile.

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Il plebiscito

I cileni hanno anche deciso, con una maggioranza del 79,24%, che il lavoro di riscrittura sarà realizzato da una Assemblea costituente composta al 100% da persone scelte attraverso un voto popolare. L'altra opzione, di un organismo formato per il 50% da parlamentari e dal 50% da persone scelte attraverso una elezione ha ottenuto soltanto il 21% di consensi. Quindi i 155 membri della Assemblea costituente saranno scelti in occasione delle elezioni amministrative dell'11 aprile 2021, sulla base di un criterio di parità di genere e con una rappresentanza di delegati delle popolazioni indigene.

L'Assemblea costituente avvierà i suoi lavori nel maggio 2021 e il risultato del suo lavoro sarà sottoposto da un referendum di ratifica popolare che si svolgerà nel secondo semestre del 2022. In caso di approvazione la nuova Costituzione entrerà in vigore immediatamente, sostituendo automaticamente la precedente.Il presidente Piñera ha dichiarato, dopo aver conosciuto l'ampia vittoria del sì alla riforma della Costituzione, che «i cileni hanno espresso la loro volontà, scegliendo una Assemblea costituente che avrà piena uguaglianza tra uomini e donne per redigere una nuova Costituzione per il Cile».

«Ciascun voto - ha proseguito - ha avuto lo stesso valore, ha trionfato la cittadinanza e la democrazia, l'unità sulla divisione, la pace sulla violenza e questo è un trionfo dei cileni. Questo trionfo della democrazia ci deve riempire di gioia e speranza, perché abbiamo dimostrato che il dialogo è più fecondo dell'intolleranza».

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I 3 pilastri della riforma costituzionale

I pilastri di questa ripartenza sono tre: il primo è la riscrittura di una nuova Carta senza traumi. Quella di Pinochet, va rilevato, nacque in un contesto di violenza e gravi soprusi.Il secondo, come spiega bene Vicky Murillo, direttrice dell'Istituto latinoamericano della Columbia University, è il “Recupero della legittimità politica della società cilena”. E il terzo, ben illustrato da Miriam Henriquez, giurista dell'Università Alberto Hurtado, concerne la “Redistribuzione di poteri e beni pubblici”.

Non appena sono state diffuse le prime proiezioni, migliaia di cileni si sono riversati nelle strade del centro di Santiago, e di molte altre città cilene (Iquique, La Serena, Valparaíso, Santiago, Talca, Concepción e Punta Arenas) per celebrare la vittoria. Nella Plaza Baquedano della capitale, ribattezzata da un anno Plaza Dignidad, i manifestanti hanno esposto un enorme striscione in cui si leggeva «Plaza Dignidad, non dimentichiamo il 1973», anno del creunto colpo di stato che pose fine al governo di Unidad Popular del presidente Salvador Allende.

La pandemia Covid, esplosa nel pieno delle proteste cilene, ha consentito al presidente Piñera di rimanere in carica negli ultimi dodici mesi, nonostante l'onda di proteste avesse investito l'intera società civile.

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