agricoltura

Cimice asiatica, perdita stimata di 267,5 milioni per le pere del Nord

La stima del Centro servizi ortofrutticoli: numeri deludenti che potrebbero segnare in negativo anche il futuro del comparto

di G.d.O.


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Si stima che il danno della cimice asiatica sulle coltivazioni di pere valga una perdita di 8.600 euro per ettaro. (Agf)

2' di lettura

Per il solo comparto delle pere nel Nord Italia i danni economici in fase produttiva, post raccolta e nell’indotto dovuti alla diffusione della cimice asiatica ammontano a 267,5 milioni di euro.

La stima l'ha redatta il Cso Italia (Centro servizi ortofrutticoli) ed è stata resa nota nel corso della terza e ultima giornata del World Pear Forum a Ferrara.

«La perdita oggettiva nel solo comparto pere del Nord Italia – ha spiegato il direttore di Cso Italy, Elisa Macchi – è stata quantificata in 267,5 milioni di euro. Una cifra enorme e che tuttavia non tiene conto del danno sociale provocato dal minor impiego di forza lavoro, complessivamente pari a 337mila giornate lavorative per l'intera campagna. Per il 2019 – ha aggiunto la Macchi – abbiamo calcolato una perdita di redditività alla produzione davvero pesante, pari 8.600 euro per ettaro, frutto di una produzione lorda vendibile di appena 8.900 euro per ettaro a fronte di costi di produzione pari a 17.500 euro».

Numeri deludenti che potrebbero segnare in negativo anche il futuro del comparto: facendo infatti una proiezione al 2022 per la sola Regione Emilia-Romagna, da dove proviene il 70% della produzione di pere made in Italy, Cso Italia stima un calo del 18% della produzione di Abate, del 19% per Conference, del 13% per Kaiser e del 22% per Decana.

«Si tratta solo di previsioni – ha precisato Elisa Macchi – sintesi del numero di impianti che entreranno in produzione e dell’ipotesi di quelli che verranno abbattuti, realizzata in base al tasso di abbattimento registrato negli ultimi anni. Sono dunque percentuali che andranno verificate. Tuttavia, se le difficoltà evidenziate quest'anno non troveranno soluzioni veloci, o non ci saranno aiuti per superare questo momento critico, le proiezioni non solo potrebbero diventare reali ma addirittura la realtà potrebbe essere anche peggiore di quanto ipotizzato».

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