si allenta il coprifuoco su wuhan

Cina: da Apple a Toyota le aziende ripartono. Resta allerta massima sui contagi

I casi adesso sono di immigrati e stranieri che sono tornati nel Paese dopo il periodo di isolamento aereo, sostengono le autorità

di An.Man.


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Un donna con la mascherina danza in un parco di Pechino

2' di lettura

La collega cinese che ogni mattina parla in perfetto inglese da una città a 750 chilometri da Wuhan dice al mio compagno di scrivania che sì lei può anche usare Skype Business con la telecamera in modo da vedersi almeno una volta, visto che ci si sente ogni giorno. Comunque non potrebbe togliere la mascherina, quella è necessaria e obbligatoria per tutti sempre, ovunque in Cina e fino a nuovo ordine.

Da Pechino all’ultima provincia sperduta, chiunque deve portare la mascherina quando esce di casa con l’avvertenza supplementare del medico di famiglia che la protezione dura al massimo quattro ore. Siamo lontani dalla provincia dell’Hubei ma la Cina non cede di un millimetro al coronavirus anche se il peggio sembra passato, anche se a Wuhan sono ripartiti i mezzi di trasporto e il coprifuoco si allenta.

Il 13 marzo in Cina si sono registrati solo otto nuovi casi di contagio, il dato più basso dall'inizio delle statistiche sull'epidemia a metà gennaio. Degli otto casi cinque sono a Wuhan, epicentro di Covid-19 e gli altri tre contagi (due a Shanghai e una a Pechino) sono persone giunte dall'estero.

In Cina il virus è ora d’esportazione, sostengono le autorità, lo portano gli immigrati e i viaggiatori per questo la quarantena è obbligatoria per tutti quelli che arrivano nel paese.

Intanto riaprono i 42 store della Apple in Cina, alcuni operano ancora con orari ridotti ma si va verso la normalità. La Toyota conta di riprendere la produzione del suo stabilimento a Guangzhou entro la prossima settimana dopo un mese di chiusura, anche gli altri tre stabilimenti cinesi della casa automobilistica giapponese sembra torneranno presto alla produzione anche se non a pieno regime.

Allo stesso tempo si cerca di rilanciare i consumi. La città di Nanjing, Cina orientale, sta per iniziare la distribuzione di voucher ai cittadini per un valore di 318 milioni di yuan (45 milioni di dollari), riporta il Najing Daily. I voucher potranno essere spesi in servizi duramente colpiti dall’epidemia come catering, sport, agriturismi.

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