la frenata di pechino

Cina, Borsa pesante. Banca centrale interviene per sostenere il credito

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La sede della Banca centrale cinese a Pechino (Reuters)


1' di lettura

La Borsa di Shanghai ha chiuso le contrattazioni in calo del 3,7% nel primo giorno di contrattazioni dopo una intera settimana di pausa per festività e un calo simile (-3,8%) è stato accusato dalla Borsa di Shenzhen.

La brusca correzione è di fatto un adeguamento ai movimenti al ribasso avvenuti negli ultimi giorni sui mercati globali (lo Stoxx Euro 600 è sceso dell'1,77% nell'ultima settimana mentre il Nasdaq è caduto del 3,2% e l'S&P500 dello 0,97%) ma, secondo gli operatori, pesano anche le preoccupazioni sugli effetti della guerra commerciale Usa-Cina visto che la Banca centrale cinese è intervenuta nel week end per tagliare le riserve obbligatorie delle banche come misura di stimolo all'economia. Debole anche il renminbi, in area 6,90 cotro il dollaro, il livello più basso dal maggio 2017.

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A tinte contrastanti invece il dato sul Pmi composto cinese a settembre che è risultato in rialzo sostanzialmente piatto rispetto ad agosto (a 52,1 punti da 52) ma ha mostrato indicatori in calo sul fronte dell'occupazione. «C’è un’acuta carenza di fiducia sul mercato, pochi investitori entrano per comprare - commenta Alvin Ngan, analista della società di brokeraggio Zhongtai International - L’economia cinese subisce pesanti pressioni al ribasso e serve tempo per capire se le nuove misure di stimolo saranno efficaci».

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