Plenum del Comitato centrale

Cina, il debito degli Enti locali mette a rischio la ripresa dell’economia

Il tema è al centro del Piano quinquennale 2021-25 del 5° Plenum del Comitato centrale del partito che si conclude domani a Pechino.

di Rita Fatiguso

Mike Pompeo in Vaticano, incontro "disteso" sulla Cina

Il tema è al centro del Piano quinquennale 2021-25 del 5° Plenum del Comitato centrale del partito che si conclude domani a Pechino.


2' di lettura

La pandemìa ha accelerato il deterioramento del debito degli enti locali cinesi, un problema interno al sistema che rischia di aggravarsi annullando i benefici della ripresa economica registrata a settembre. Il tema è al centro del Piano quinquennale 2021-25 al quale sta lavorando il Quinto Plenum del Comitato centrale del Partito che si conclude domani nella capitale cinese.

L'allarme è stato lanciato da Jin Liqun, presidente dell'Aiib, l'Asia infrastructural investment bank creata da Pechino con il compito di affiancare la Belt&Road initiative. Liqun ha chiaramente detto che il debito locale è il problema dei problemi della Cina, seconda potenza mondiale. “Bisognerà vedere come la Cina saprà gestire la questione soprattutto nelle province meno sviluppate per evitare che esca completamente fuori controllo. Se ce la farà, non ci sono problemi”. Una frase molto impegnativa, quella del presidente dell'Aiib, lanciata a margine di un convegno sui rischi sistemici finanziari da una personalità molto stimata dai vertici del Partito, abituata a parlare con franchezza delle questioni più spinose dell'economia del Paese.

Loading...

La Babele dei debiti locali

I governi locali hanno creato una massa di debito pari al 20% del Pil, costringendo la China development bank a riscattare di volta in volta i governi locali sull'orlo del fallimento. Una Babele: 31 governi provinciali, 334 municipi, 3mila contee e 40mila città locali, quasi tutti con problemi legati ai debiti contratti per infrastrutture con prestiti non onorati, specie nei confronti di imprese private. Cifre da capogiro diffuse dallo stesso ministero delle Finanze: 18.4 trilioni di yuan (2.74 trilioni di dollari) alla fine del 2018. A marzo 2020 la montagna era già a 22.8 (3.2 trilioni di dollari).Il trend non si è fermato soprattutto a causa delle opere infrastrutturali già avviate. Fujian, Anhui, Zheijiang sono tra le province più esposte al debito. Per queste ragioni il governatore della Banca centrale Yi Gang ha più volte denunciato il pericolo legato a misure di stimolo eccessive, in grado di incrementare i rischi nel sistema finanziario.

Il pericolo di un downgrading complessivo

I debiti locali si trasferiscono a quelli delle grandi imprese private contagiando il sistema che subisce il rischio di downgrading complessivo. La spirale del debito si autoalimenta: i governi locali devono uscire dalla crisi, utilizzano male i fondi a loro disposizione per opere non centrate o particolarmente onerose. Per aiutare gli enti a trovare fondi in maniera trasparente e autonoma il ministero delle Finanze aveva riaperto alla possibilità di emettere bond locali. La maggior parte deve onorare infatti prestiti contratti con enti pubblici e veicoli finanziari locali (LGFVs) creati per la gestione e il finanziamento di opere a livello locale.Il contagio finisce direttamente in borsa, alle aziende quotate che subiscono pesanti downgrading. L'attuale congiuntura borsistica positiva non riflette affatto la reale situazione nel Paese. Il “rinoceronte grigio”, come viene definito il problema, è in agguato, con la pandemìa che spinge a riparare ai danni dell'economia e a spingere la ripresa creando altri danni. La costruzione dell'altà velocità, di autostrade e aereoporti non si ferma, anche se è il settore ferroviario, con circa 400 progetti a livello locale, a preoccupare di più.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti