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Cina, è boom dei prezzi alla produzione in aprile: +6,8%

I dati sull’inflazione arrivano puntuali e confermano i timori del Politburo sulla minaccia dei costi delle materie prime per la ripresa economica

di Rita Fatiguso

Cina consolida la ripresa post Covid, +32,3% export

2' di lettura

Il problema affligge mezzo mondo, ma per la Cina potrebbe essere ferale: l’inflazione erode i benefici della crescita, l’indice dei prezzi al consumo in aprile ha registrato infatti +0,9%, con un pericoloso boom del +6,8% per i prezzi alla produzione. A marzo l’indice dei prezzi al consumo era salito, sempre su base annua, dello 0,4%, mentre quello dei prezzi alla produzione (PPI) era salito del 4,4%. Il rialzo del 6,8% del PPI è stato il più forte dall'ottobre del 2017. A nulla sono valsi i moniti delle autorità a calmierare i prezzi, il premer Li Keqiang aveva chiesto senza mezzi termini più cautela agli operatori dei futures sulle materie prime.

L’inflazione cresce ovunque nel mondo

Le fabbriche globali stanno affrontando gli effetti perversi dell’aumento dei prezzi delle materie prime, dei costi di spedizione (e dei ritardi e delle inefficienze collegate) e della carenza di semiconduttori, alimentando le preoccupazioni che le pressioni inflazionistiche globali si profilino proprio mentre le principali economie cercano di risollevarsi dagli effetti della pandemia.

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Nel mese di aprile l’inflazione cinese misurata dal’indice dei prezzi al consumo è salita dello 0,9% su base annua, lievemente al di sotto del +1% atteso dagli analisti, mentre l’inflazione misurata dall'indice dei prezzi alla produzione è balzata del 6,8%, rispetto al +6,5% stimato.

In Cina, i prezzi alla fabbrica sono aumentati a un ritmo accelerato negli ultimi mesi e la progressione non accenna a fermarsi.

L'indice dei prezzi alla produzione, che misura le variazioni dei prezzi dei beni circolati tra i produttori e le società minerarie, è aumentato del 4,4% su base annua, a marzo, la crescita più rapida da luglio 2018.

La tendenza si è ulteriormente rafforzata ad aprile quando i prezzi di carbone, acciaio, cemento e vetro sono cresciuti in modo significativo.

L’intervento delle autorità di Pechino

Il Politburo, massimo organo politico cinese, si è impegnato a fine aprile a garantire la fornitura di beni fondamentali per il sostentamento delle famiglie e a mantenere la stabilità dei prezzi.

Ha anche varato nuove misure per prevenire la speculazione immobiliare in un mercato ad alto rischio. A nulla sono valsi i moniti delle autorità a calmierare i prezzi, il premer Li Keqiang aveva chiesto senza mezzi termini più cautela agli operatori dei futures sulle materie prime.

Gli analisti segnalano che la Banca centrale in ogni caso non inasprirà la politica monetaria in risposta all’aumento dei prezzi delle materie prime. Al contrario, utilizzerà misure più mirate come l'aggiunta alle forniture di determinati prodotti per stabilizzare i prezzi .


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