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Cina, grandi investimenti sulla Nuova via della Seta. Gentiloni: Italia può essere protagonista

di Rita Fatiguso

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Il presidente cinese Xi Jinping e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni con le mogli ( Ap)


2' di lettura

Mentre all’alba la Corea del Nord lancia dalla base di Kusong un missile non identificato in direzione del mar del Giappone (e, questo, proprio all’indomani delle elezioni della Corea del Sud), dimostrando quanto la situazione della Penisola coreana sia ancora incandescente, il presidente Xi Jinping apre con un discorso denso di riferimenti storici, ma anche di cifre importanti relative a nuovi finanziamenti, il Forum dedicato alla One Belt One Road initiative.
Una strategia che ormai ha compiuto quattro anni e che, a detta del presidente cinese, ha portato a tutta una serie di interventi in grado di alimentare il valore del trade nei Paesi interessati dall’Obor fino a 3 trilioni di yuan.

L’investimento cinese in progetti relativi alla Nuova via della seta sono stati pari a 60 miliardi di dollari, adesso sul piatto Xi aggiunge altri 100 milioni di yuan per il Silk road fund, “spingendo” su fondi di investimento mirati, mentre altri soldi pioveranno da China development bank e Exim Bank, rispettivamente 250 e 130 miliardi di yuan. Pechino lavorerà a stretto contatto con l’Aiib, la banca dei Bric, la Banca Mondiale e tutte le altre istituzioni collegate.

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Gli interventi principali
Il dialogo di alto livello che ha caratterizzato l’apertura del Forum è stato portato avanti in maniera molto concreta, con una serie di interventi di capi di stato e di governo: dopo Xi hanno parlato Vladimir Putin (apparso non al meglio della forma), Recep Tayyip Erdogan, Alexis Tsipras (che ha stupito tutti per l’inglese perfetto ma anche per aver magnificato l’operazione cinese sul porto del Pireo), i delegati britannici (hanno parlato esplicitamente di free trade agreement con la Cina in versione dopo-Brexit) e quelli americani arrivati all’ultimo minuto.

I malumori dell’India
Ma iniziano a palesarsi anche le prime difficoltà, affiorano i malumori dell’India per il corridoio Cina-Pakistan da 46 miliardi di dollari, contestatissimo da Delhi anche perché passa dal Kasmir. L’India non vuole che venga messa in discussione la sovranità su quei territori.

L’ultimo giorno
In tutto sono 29 i capi di stato e di governo e rappresentanti di un centinaio di Paesi che partecipano alla due giorni che si conclude domani con il confronto politico a Yanqi lake, a un’ora e mezza da Pechino.

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