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Cina, nuova stretta sulle Ipo all’estero: servirà l’approvazione preventiva

Offensiva di Pechino: le aziende nazionali che detengono i dati di oltre 1 milione di utenti devono ora richiedere il via libera dell’Authority sulla sicurezza informatica

(REUTERS)

2' di lettura

Stretta cinese sulle Ipo all’estero delle aziende del Paese: Pechino ha reso noto che i suoi gruppi che detengono i dati di oltre 1 milione di utenti devono ora richiedere l’approvazione preventiva dell’Authority della sicurezza informatica quando intendono quotarsi fuori dal Paese, come effetto del rafforzamento della supervisione dei giganti tecnologici del paese.

Focus sui dati personali

La nuova regola è necessaria a causa del rischio che tali dati e informazioni personali possano essere «influenzati, controllati e sfruttati in modo doloso da governi stranieri», ha affermato in una nota l’Autorità. La revisione della sicurezza informatica esaminerà anche i potenziali rischi per la sicurezza nazionale derivanti dalle Ipo all’estero.

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In settimana le autorità hanno emesso un forte avvertimento alle più grandi aziende della nazione, promettendo di aumentare la supervisione della sicurezza dei dati e degli elenchi all’estero. Finora quest’anno si sono quotate negli Stati Uniti 37 società cinesi, superando il totale dell’anno scorso, e hanno raccolto complessivamente 12,9 miliardi di dollari, secondo i dati compilati da Bloomberg.

Il caso Didi

La nuova mossa di Pechino è uno dei passi più concreti compiuti finora per limitare la capacità delle aziende tecnologiche di raccogliere capitali all’estero sulla scia di quanto già compiuto da gruppi come Alibaba, Baidu e Didi.

Le autorità hanno accelerato la repressione contro le quotazioni estere dopo che proprio Didi ha portato avanti il ​​suo debutto a Wall Street, nonostante già tre mesi fa gli fosse stato chiesto di ritardare i piani.

L’impatto della soglia

Il Consiglio di Stato cinese ha dichiarato martedì che le regole per le quotazioni all’estero saranno riviste mentre le società quotate in borsa saranno ritenute responsabili della sicurezza dei propri dati. A questo proposito, la soglia di 1 milione determinata con la nuova stretta significherebbe che quasi tutte le aziende tecnologiche cinesi che prendono in considerazione potenziali Ipo (dall’attuale proprietario di TikTok, ByteDance alle aziende più piccole come la società di logistica e consegne on-demand Lalamove) dovrebbero sottoporsi a una revisione della sicurezza informatica prima della quotazione.

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