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Cina, il Partito comunista eleva lo status di Xi al pari di Mao e Deng

Il 19esimo Comitato Centrale stabilisce il superamento dei mandati quadriennali per il presidente che ha portato a casa l’accordo sul clima con gli Usa

di Rita Fatiguso

Usa-Cina, Biden e Xi alla prova del disgelo

3' di lettura

Il vincitore della Sesta sessione del 19esimo Comitato Centrale del Partito comunista che si chiusa giovedì 11 novembre è ancora lui, il presidente Xi Jinping, al potere dal 2012, definito nel comunicato finale del conclave rosso «il principale innovatore del socialismo con caratteristiche cinesi inteso come sapere collettivo, immanente». Per i 197 membri del Comitato Centrale e 151 supplenti non ci sono più dubbi: nero su bianco, è stato stabilito che il compagno Xi Jinping non è soltanto il core leader, una sorta di primus inter pares, ma è il nucleo centrale dell’intero partito, una posizione mai occupata finora nemmeno dai suoi illustri predecessori, da Mao Zedong a Deng Xiaoping, pur evocati nel discorso di apertura della sessione.

Superato il limite dei mandati quadriennali

Un salto di qualità che supera il semplice limite dei mandati quadriennali, perché sarà comunque Xi Jinping, grazie a questa posizione rafforzata, a guidare la Cina nella nuova era del socialismo con caratteristiche cinesi verso l’obiettivo di diventare la potenza leader al mondo, una meta mai abbandonata dalla leadership di Pechino. Nell’ultimo anno si sono intrecciati importanti cambiamenti nel mondo mai visti in un secolo, con la pandemia globale l’ambiente esterno è diventato più complesso e duro, rendendo i compiti di controllo e di sviluppo economico e sociale estremamente difficili. Consapevole di ciò, il Comitato centrale precisa che la Cina ha fatto grandi passi in avanti in molti campi, come nella costruzione della civiltà ecologica, con sforzi senza precedenti.

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L’accordo a sorpresa sul clima con gli Usa

Proprio facendo leva su questo, Xi Jinping ha mosso a sorpresa la pedina dell’accordo bilaterale sul clima con gli Usa. È stato il valore aggiunto utile a rafforzare la posizione del presidente cinese sul fronte interno ma anche esterno, cancellando l’onta della doppia sedia vuota al G20 e a COP26. Tutto ciò viene ampiamente recuperato permettendo al presidente cinese di affrontare la prossima tappa, lunedì 15 novembre, in sede virtuale, all’Apec in Nuova Zelanda, ci sarà l’incontro con il presidente americano Joe Biden.

Il nodo della difesa

La difesa resta un punto chiave. In termini di difesa nazionale e di costruzione dell’esercito, la difesa nazionale e la forza economica sono state migliorate, in combinata. L’Esercito popolare ha fornito garanzie per la prosperità e la stabilità a lungo termine del Partito e del Paese. In questa chiave il Comitato riprende il tema «Two countries, one system» applicato a Hong Kong e Macao. Portando avanti la riunificazione della madrepatria, la Cina ha adottato una serie di misure per affrontare sia i sintomi che le cause profonde, implementando fermamente «i patrioti che governano Hong Kong» e «i patrioti che governano Macao», per ottenere una transizione importante dal caos alla governance.

Il principio dell’Unica Cina

Ma si ribadisce anche l’adesione convinta al principio della Cina e del «92 Consensus», ovevro il principio dell’Unica Cina alla quale si ribella provincia di Taiwan. Tema scottante, il Comitato ribadisce l’opposizione risoluta agli atti separatisti di «indipendenza di Taiwan», si oppone risolutamente all’interferenza delle forze esterne e afferra saldamente le relazioni dello Stretto. Proprio in questi giorni, sempre più in allarme, il governo di Taiwan ha pubblicato il suo rapporto biennale sulla Difesa in cui segnala la fragilità dell’Isola.

In termini di relazioni internazionali, la diplomazia dei grandi paesi con caratteristiche cinesi è stata pienamente promossa e la costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità è diventata una chiara bandiera che guida la tendenza dei tempi e la direzione del progresso dell’umanità, nuovo terreno in mezzo ai grandi cambiamenti nel mondo. Il tutto trasformando le crisi in opportunità nel caos del mondo. L’influenza internazionale, il carisma e il potere di plasmare sono stati significativamente migliorati. Tutto è pronto per il Ventesimo Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese si terrà a Pechino nella seconda metà del 2022.

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