Asia e Oceania

Cina, la ripresa accelera la fine delle misure emergenziali dovute al Covid

La bilancia commerciale di ottobre fa segnare, in ottobre, +4,6% e gli Enti locali hanno emesso 560 miliardi di dollari di bond

di Rita Fatiguso

(AFP)

3' di lettura

La ripresa cinese consolida l'obiettivo di Pechino di uscire dalle misure di stimolo all'economia. Mentre i mercati finanziari salutano la vittoria di Joe Biden alla Casa Bianca - lo yuan è al top da 5 anni, le blue chip a Shanghai guadagnano il 2% - la Cina incassa un balzo in ottobre, anno su anno, della bilancia commerciale +4.6% ( +7.6 export, +0.9 import).

Un rialzo importante

Si tratta della migliore performance degli ultimi 19 mesi registrata dalle Dogane cinesi. La crescita è dello 0.7 se riferita ai primi nove mesi dell'anno. Nei primi dieci mesi del 2020, invece, il volume totale dell'import-export è stato di 3.91 trilioni di dollari (+1.1%). Le catene tradizionali sono quelle che si sono difese meglio, dando la certezza di una ripresa reale per l'economia di Pechino, tra queste la meccanica e i prodotti tessili. Sono andate a segno anche le misure che hanno facilitato gli scambi alle dogane, garantendo la tutela della proprietà intellettuale dei prodotti più pregiati.Gli enti locali si rifinanziano. Non solo l'import-export va a gonfie vele, sul fronte interno gli enti locali a fine ottobre hanno quasi completato la sottoscrizione dei bond locali autorizzati per il 2020, garantendosi un'adeguata provvista di fondi necessari a rimettersi in piedi dagli effetti della pandemìa.

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A fine ottobre il 94.6% emissioni autorizzate dei bond locali è stato realmente emesso per un totale di 560 miliardi di dollari. Per aiutare l'economia a riprendersi dalla pandemia, infatti, il governo centrale ha autorizzato le autorità locali a chiedere in prestito il 74,4% in più del solito tramite l'emissione di obbligazioni speciali, aumentando il totale concesso a 3,75 trilioni di yuan per il 2020, da 2,15 trilioni di yuan nel 2019. Il nuovo indebitamento del governo è stato di 4,49 trilioni di yuan. Le obbligazioni speciali sono una fonte di finanziamento fuori budget per i progetti dei governi locali e sono state introdotte per essere ripagate dal reddito generato dai progetti in cui i fondi vengono investiti.

Misure di stimolo in frenata

Ora che l'interscambio commerciale è effettivamente ripartito e che gli enti locali hanno fatto il pieno di risorse, la Banca centrale può rafforzare il piano di uscita graduale dal pacchetto anti-Covid verso il quale sta procedendo: bassi tassi di interesse, sostegno al credito, sospensione dei mutui e di concerto con le Finanze, sospensione o deroga di scadenze fiscali dovrebbero essere archiviate.La Banca centrale cinese ha già prospettato l'allentamento delle misure monetario di stimolo, proprio in ragione della ripresa dell'economia, in netto contrasto con gli Stati Uniti e l'Europa, afflitte dalla recrudescenza dei casi di virus con i Governi costretti a incentivare il sostegno all'economia in crisi. L'uscita cinese dalle misure anti-Covid-19 è una questione di tempo, anche se necessaria, e dovrà essere condotta nei tempi e con le modalità giuste. Perché nei fatti l'economia internazionale si sta riprendendo e in questo contesto la situazione generale della Cina è migliore.

L'economia cinese ha recuperato di fatto tutte le perdite subite nel primo semestre, con la ripresa guidata prima dalle esportazioni e dalla produzione industriale e poi rafforzata con la ripresa dei consumi nonché da una maggiore stabilità finanziaria degli enti locali. Gli aggiustamenti delle politiche, ha comunque avvertito la Banca centrale, non dovrebbero essere troppo frettolose, danneggiando i progressi registrati dall'economia reale.

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