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Cina, i rischi finanziari inducono le autorità monetarie a correre ai ripari

L’organismo di controllo (Cbirc), davanti allo spettro di crack, mette a punto nuovi requisiti per l’assunzione di rischi da parte delle aziende.

di Rita Fatiguso

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(AFP)

L’organismo di controllo (Cbirc), davanti allo spettro di crack, mette a punto nuovi requisiti per l’assunzione di rischi da parte delle aziende.


2' di lettura

Davanti allo spettro di crack finanziari a catena Pechino corre ai ripari, stabilendo che le aziende si facciano carico internamente della gestione dei rischi invece di scaricarla su servizi IT dati in outsourcing. Una pratica frequente in Cina, che porta ad occultare le criticità finanziarie a danno dell'intero sistema.
La China Banking and Insurance Regulatory Commission (CBIRC), massimo organo di controllo del sistema finanziario e al quale è stato delegato, in particolare, il monitoraggio dei rischi sistemici, ha messo a punto nuovi requisiti per l'assunzione dei rischi da parte delle aziende. Che, d'ora in poi, dovranno farsene carico direttamente, non potendone più delegare la gestione a fornitori esterni di servizi IT.

La crisi di liquidità.

La mossa arriva mentre si registrano defaults a ripetizione, specie negli ultimi giorni e soprattutto nel settore statale, ma non solo. Certo, le aziende sono in crisi di liquidità e per questo lunedì la Banca centrale ha sostenuto il mercato finanziario con una robusta iniezione di liquidità – 800 miliardi di yuan, pari a 121,55 miliardi di dollari USA in prestiti a medio termine, lasciando peraltro invariati i tassi per il settimo mese consecutivo. La mossa vuol garantire una ripresa consistente, nonostante le possibili ipotesi paventate dalla Banca centrale di un superamento del metodo delle misure di stimolo.La Banca centrale si è riservata di decidere di volta in volta il da farsi, ma il sostegno deciso lunedì va esattamente in un'altra direzione, vale a dire nel tentativo di fornire sufficiente liquidità al sistema.

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I default a catena

Già la scorsa settimana, infatti, il possibile fallimento di una grande miniera di carbone, Henan Coal Mining, aveva seminato il panico. Poi un importante produttore cinese di chip, Tsinghua Unigroup Co., in passato giù al centro di un grosso scandalo finanziario, infine Brilliance Auto Group Holdings Co., casa automobilistica cinese collegata a BMW AG.Motivazione ufficiale, scarsa liquidità e rifiuto dei creditori a rinegoziare il debito. Nelle ultime settimane, inoltre, è cresciuta l'incertezza sulla volontà di Pechino di sostenere le imprese statali in lotta per la gestione dei debiti. L'incertezza si è scaricata sul sistema, i default hanno parzialmente congelato il mercato del credito e molte aziende hanno di conseguenza annunciato la cancellazione delle emissioni obbligazionarie pianificate.

La crisi colpisce anche i privati

Anche il gigante Huawei deve prendere atto di forti criticità. Ha venduto infatti a un consorzio di oltre 30 agenti e retailers la linea di cellulari a basso costo Honor.La nuova società, Shenzhen Zhixin InviaNew Information Technology Co.Ltd. è stata fondata a settembre dai partner del consorzio e dalle società affiliate al governo locale di Shenzhen.Huawei non manterrà alcuna partecipazione nella nuova società Honor né parteciperà alle sue attività operative, gestionali e decisionali. Ma, sostiene, almeno l'intera catena del brand sarà al riparo dal default.--

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