ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl XX congresso del Pcc

Cina, rinviati i dati sul Pil. Xi: «Non rinunciamo a uso forza su Taiwan». La replica: sovranità e democrazia intoccabili

L’intervento al XX Congresso del Partito comunista cinese. «Ci sarà la riunificazione con Taiwan». E poi: avverranno «cambiamenti globali che non si vedevano da un secolo»

Aggiornato il 17 ottobre alle 11:38

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6' di lettura

La Cina ha “rinviato” a tempo indeterminato la pubblicazione dei dati di crescita per il terzo trimestre e altri indicatori economici, proprio quando il Partito Comunista sta tenendo il suo XX congresso. Il National Bureau of Statistics, che originariamente avrebbe dovuto pubblicare una serie di indicatori martedì, non ha fornito alcuna spiegazione per questo insolito rinvio del calendario all’ultimo minuto. Una analoga decisione era stata presa venerdì per la bilancia commerciale di settembre.

Le politiche e le disposizioni del Partito comunista cinese adottate negli ultimi dieci anni sono state “completamente corrette”: è lo stesso presidente Xi Jinping a rivendicarlo in un incontro di discussione avuto con i delegati al Congresso, in corso a Pechino, provenienti dalla provincia del Guangxi. Xi, secondo i media ufficiali, ha sollecitato i funzionari ad accrescere la fiducia in se stessi, ricordando come l’ultimo decennio, a partire dalla sua salita al potere, «siano stati estremamente insoliti e straordinari nel processo di sviluppo del partito e del Paese», utili a raggiungere “traguardi storici” per il Pcc e il Paese.

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Quanto al futuro, «dobbiamo rafforzare la fiducia in noi stessi e la nostra iniziativa storica, consegnando nuove eccellenti risposte». Per studiare e consolidare la teoria dell’innovazione del partito, «dobbiamo comprendere e afferrare la sua visione e metodologia del mondo, e aderire e fare buon uso dei punti di vista e dei metodi che lo attraversano», ha concluso Xi che a congresso è un delegato del Guangxi.

La cronaca del primo giorno

Lunedì, il presidente cinese Xi Jinping aveva aperto nell’auditorium principale della Grande sala del popolo, in Piazza Tienanmen, il XX Congresso nazionale del Partito comunista. La trama prevede che a Xi venga affidato un inedito terzo mandato alla guida del Pcc e non sono previsti colpi di scena. Dopo l’inno nazionale cinese (La marcia dei volontari), Xi ha raggiunto il podio salutato da un lungo applauso per il suo intervento. «Siamo qui per il nuovo corso del Partito, in vista della costruzione di un moderno Paese socialista», ha esordito il presidente.

Nel suo intervento di apertura del Congresso, Xi ha affrontato tutti i temi più attesi e, per certi versi, anche spinosi: Taiwan, Covid, Hong Kong, crescita economica.

«Ci aspettano tempi difficili». È il monito di Xi Jinping in apertura di un discorso programmatico a circa 2.300 delegati. Il presidente ha avvertito di «potenziali pericoli» mentre chiedeva che la Cina fosse «preparata agli scenari peggiori». «Dobbiamo adattarci e prepararci a resistere a venti forti, acque mosse e persino tempeste pericolose», ha detto Xi, sottolineando che i prossimi cinque anni saranno cruciali, anche a livello internazionale, dove avverranno «cambiamenti globali che non si vedevano da un secolo».

Hong Kong da caos a stabilità

«Abbiamo dimostrato grande capacità contro l’indipendenza di Taiwan» ha detto a proposito della questione dell’isola. Nella lotta alla pandemia del Covid-19 «abbiamo messo al primo posto le persone e le loro vite, lanciando una “guerra del popolo” contro il virus». Hong Kong «è passata dal caos alla stabilità», mettendo l’amministrazione della città «nelle mani dei patrioti», ha detto, aggiungendo: «Abbiamo rafforzato e attuato il modello “un Paese, due sistemi”», in merito allo schema che regola i rapporti tra le due ex colonie Hong Kong e Macao e Pechino. «Abbiamo aiutato Hong Kong a entrare in una nuova fase», ha aggiunto.

Cina, l'apertura del Congresso del Pcc

Il 18,5% dell’economia mondiale

Il Pil cinese è salito da 54.000 miliardi di yuan a 114.000 miliardi (circa 16.000 miliardi di dollari), pesando per il 18,5% dell’economia mondiale (+7,2%). Il presidente Xi Jinping ha detto che la Cina deve puntare allo sviluppo «di altà qualità», tra «hi-tech di alto livello e meccanismo di innovazione tecnologica». «Dobbiamo essere consapevoli dei potenziali pericoli e preparati per gli scenari peggiori. Dobbiamo sfruttare il nostro indomabile spirito combattivo per la nostra causa», avendo presente che il Pcc «ha portato la Cina dal rialzarsi ed essere prospera a diventare forte», a segnalare i passaggi da Mao a Deng fino a Xi.

Taiwan: la riunificazione ci sarà

Non poteva mancare, nel discorso di Xi Jinping, la questione Taiwan. La riunificazione «della patria ci sarà e sarà sicuramente realizzata», ha detto il presidente, strappando la standing ovation dei delegati.

Durante il suo discorso, Xi è tornato più volte a citare la questione Taiwan. In particolare, ha ribadito che il Pcc non ha mai promesso di rinunciare all’uso della forza per «la riunificazione», ad appena due mesi dalla controversa visita della presidente della Camera Usa Nancy Pelosi che ha fatto infuriare Pechino fino al punto di dare vita a manovre militari senza precedenti intorno all’isola. Taiwan, infatti, è considerata dalla Repubblica popolare una parte “inalienabile” del suo territorio da riunificare anche con la forza, se necessario, pur non avendola mai controllata.

«Risolvere la questione di Taiwan è un affare del popolo cinese e spetta al popolo cinese decidere», ha aggiunto Xi. «Insistiamo sulla prospettiva di una riunificazione pacifica con la massima sincerità e i nostri migliori sforzi, ma noi non prometteremo mai di rinunciare all’uso della forza e ci riserveremo di prendere tutte le misure necessarie» soprattutto in risposta alle “forze esterne”. Perché, ha assicurato, «la riunificazione completa della nostra madrepatria deve essere realizzata e sarà sicuramente realizzata».

La replica di Taipei

Taiwan replica al discorso di apertura del XX Congresso del Partito comunista cinese fatto dal presidente Xi Jinping, assicurando che nessuna ipotesi di compromesso sarà possibile su sovranità e democrazia, mentre il confronto militare non può essere un’opzione percorribile. Il portavoce dell’Ufficio presidenziale di Taipei, Chang Tun-han, ha affermato che secondo popolo di Taiwan «la sovranità territoriale, la democrazia e la libertà non possono essere compromesse».

Taiwan, ha continuato il portavoce presidenziale, «ha espresso chiaramente che respingiamo fermamente il modello “un Paese, due sistemi”», in vigore a Hong Kong e Macao, che la Cina vorrebbe applicare anche all’isola ribelle. «Il confronto militare non deve essere un’opzione per i due lati dello Stretto», ha aggiunto ancora, assicurando che Taipei resta disponibile a trovare con Pechino «un metodo reciprocamente accettabile per mantenere la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan».

Tigri e mosche

La lotta alla corruzione ha eliminato «gravi pericoli latenti» all’interno del Partito Comunista e dell’esercito, ottenendo «una vittoria schiacciante che è stata ampiamente consolidata», ha detto poi Xi Jinping, aggiungendo che la campagna da lui promossa contro «tigri e mosche» e «volpi», ha permesso di eliminare «i gravi pericoli latenti all’interno del partito, lo Stato e l’esercito». Secondo i critici, tuttavia, l’iniziativa è stata usata per frenare ed eliminare oppositori e il dissenso all’interno del partito.

Rivoluzione industriale verde

Nel suo discorso, il presidente Xi Jinping ha rivendicato i progressi compiuti nell’affrontare i problemi ambientali negli ultimi 10 anni, promettendo di «eliminare sostanzialmente» l’inquinamento pesante dell’aria e dell’acqua, tenendo sotto controllo la contaminazione del suolo. «La protezione ecologica e ambientale ha subito un cambiamento storico, trasformativo e globale: i cieli della nostra madrepatria sono più blu, le montagne sono più verdi e l’acqua è più limpida», ha detto Xi. Invertire il danno causato da decenni di crescita economica impetuosa è stato uno dei principali obiettivi della Cina durante il decennio al potere di Xi che nel 2018 avvertì che qualsiasi fallimento contro l’inquinamento avrebbe costituito una “scusa” per le forze ostili al fine di minare il governo del Pcc.

La crescita a basse emissioni di carbonio è tra le principali strategie della Cina per aumentare il suo prestigio internazionale e guidare una nuova «rivoluzione industriale verde globale». Per questo, durante il discorso, Xi è sembrato aprire all’ ipotesi di una minor crescita in funzione della sua qualità. Nel 2021, Xi promise che la Cina, il più grande produttore globale di gas responsabili dell’effetto serra, avrebbe raggiunto la neutralità del carbonio entro il 2060 dopo aver portato le emissioni al picco entro la fine di questo decennio.

Xi ha assicurato che il picco di carbonio e gli obiettivi di neutralità della Cina sarebbero stati attuati constantemente e in conformità con le risorse energetiche del Paese. La Cina, ha precisato, sosterrà le industrie a basse emissioni di carbonio, perseguirà una «rivoluzione energetica» e costruirà un nuovo sistema, continuando a promuovere «l’uso pulito ed efficiente del carbone».

Appello all’unità

Il presidente cinese Xi Jinping ha chiuso il discorso di apertura al XX congresso del Partito comunista con un appello all’unità. «Manteniamo la ferma fiducia, restiamo uniti come una sola persona e andiamo avanti con determinazione», ha affermato il presidente ribadendo ancora una volta il concetto dell’unità, di fondamentale importanza per «costruire un Paese socialista e moderno in tutti gli aspetti e far avanzare il ringiovanimento nazionale su tutti i fronti». L’intervento di Xi è durato poco più di un’ora e 40 minuti, molto meno di quello di oltre tre ore tenuto cinque anni fa.

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