Asia e Oceania

Cina, timida ripresina ma la “normalità” è lontana

La produzione industriale cresce del 3,9% su base annua. La domanda resta debole e la Banca centrale inietta 100 miliardi di yuan

di Redazione Esteri

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(EPA)

La produzione industriale cresce del 3,9% su base annua. La domanda resta debole e la Banca centrale inietta 100 miliardi di yuan


2' di lettura


La produzione industriale in Cina è rimbalzata ad aprile con un rimbalzino del 3,9% su base annua. Rispetto al mese precedente è salito del 2,3 per cento, mentre le vendite al dettaglio sono rimaste deboli con un calo del 7,5%. E' quanto emerge dai dati diffusi oggi. È la prima volta dall'inizio dell'anno che la produzione industriale si trova in territorio positivo, segno di un graduale ritorno alla normalità nel primo paese colpito dall'epidemia di Covid-19.


«La ripresa del lavoro, della produzione e del mercato ha registrato graduali miglioramenti» ad aprile, ha commentato l'Ufficio di statistica di Pechino. La produzione industriale era diminuita dell'1,1% il mese precedente a causa dello stop per il coronavirus, dopo il crollo di gennaio e febbraio (-13,5%). La pandemia che ha avuto un forte impatto sulla produzione e sul funzionamento delle imprese, ha praticamente chiuso il paese a febbraio. Poi le restrizioni sono state gradualmente revocate, ma si prevede che le conseguenze per l'economia si protrarranno. Tuttavia la ripresa della produzione cinese è principalmente legata alle tecnologie e riflette la ripresa dell'attività per le infrastrutture 5G.


Un altro dato diramato riguarda le vendite al dettaglio che in aprile hanno continuato a diminuire (-7,5% annuo) ma a un ritmo più lento rispetto al mese precedente (-15,8% a marzo). Le vendite al dettaglio sono però stabili su base mensile: il crollo del 7,5% è rispetto ad aprile 2019.
La domanda, sia quella interna, sia quella internazionale, è comunque inevitabilmente depressa.

Lontani dalla normalità

L'attività economica è ben lontana dai livelli normali. Lo ha indicato in un briefing l'Ufficio nazionale di statistica rilevando la pressione dell'occupazione e le sfide per le esportazioni. “Abbiamo visto alcuni cambiamenti positivi nei principali indicatori” ha detto Liu Aihua, portavoce del National Bureau of Statistics ma «gran parte di quel miglioramento è ancora una ripresa repressa».

Intanto la Pboc, la Banca centrale cinese, ha iniettato 100 miliardi di yuan di liquidità nel sistema bancario attraverso il suo strumento di prestito a medio termine, nel tentativo di incoraggiare più prestiti poiché gli ultimi dati economici indicano una debole ripresa. La Banca popolare cinese ha affermato che l'MLF (medium term landing facility) è di un anno e addebita alle banche un tasso di interesse del 2,95% invariato rispetto all'ultima operazione.

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