alla vigilia del g20

Cina, Trump chiude la porta a un accordo e minaccia nuovi dazi

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Dazi, Trump alza i toni sulla Cina

2' di lettura

NEW YORK - Alla vigilia del G20 in Argentina, Donald Trump chiude la porta a un accordo con la Cina sulla “war trade”. A pochi giorni dall’incontro con il leader cinese Xi Jinping, il presidente americano si dice pronto, come previsto, ad alzare la percentuale di dazi contro i prodotti cinesi dal 10 al 25% a partire dal primo gennaio, perché «è altamente improbabile» che gli Stati Uniti accettino le proposte finora presentate dalla Cina per dirimere le questioni aperte tra i due paesi.

Non solo. Trump ha ribadito l’intenzione di voler varare un nuovo round di dazi anti cinesi per coprire la restante quota di disavanzo finora non toccata dalle tariffe. «Se non ci sarà un accordo – ha detto il presidente in un’intervista al Wall Street Journal – siamo pronti a partire con i dazi addizionali su 267 miliardi di dollari di prodotti cinesi».
Le tensioni commerciali tra i due paesi tengono con il fiato sospeso i mercati finanziari, da settimane sulle montagne russe, che sperano ancora in un’intesa, un rasserenamento delle posizioni in vista della fine dell’anno. Accordo che a questo punto, a meno di sostanziali novità o avvicinamenti diplomatici dell’ultima ora, sembra non si possa raggiungere nel prossimo vertice bilaterale Trump-Xi a Buenos Aires, a margine del G20 venerdì e sabato.

Qualche osservatore, tuttavia, fa notare che la posizione di Trump sarebbe strategica. Una mossa per alzare la posta e convincere i cinesi a maggiori concessioni. Tanto è vero che dopo l’intervista al Wsj, nella tarda sera di lunedì, Trump ha anche detto, in altra sede, sempre a proposito dell’accordo con la Cina che «potrebbe succedere». Pechino nelle scorse settimane ha presentato alla Casa Bianca una lista di 142 proposte per arrivare a un accordo, giudicata «insufficiente» dall’amministrazione americana. Ed è in difficoltà con la crescita economica che sta rallentando per i problemi causati dalle dispute commerciali tra le due superpotenze.

Al G 20 in Argentina, tra l’altro, Stati Uniti, Messico e Canada firmeranno il nuovo accordo commerciale tripartito che sostituisce il Nafta, raggiunto dopo mesi di estenuanti trattative dell'amministrazione Usa con i messicani prima e poi con i canadesi.
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