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Cina, i tycoons sotto assedio danno miliardi in beneficenza

Pechino passa al setaccio aziende e patrimoni personali, meglio dirottare risorse nel no profit. La svolta dei fondatori di Tik Tok, Meituan, Xiaomi

di Rita Fatiguso

2' di lettura

I ricchi imprenditori del tech cinese sotto assedio stanno utilizzando l’anima no profit delle loro aziende per rintuzzare gli attacchi delle autorità di Pechino anche ai loro patrimoni. Nel weekend il quartier generale di Didi è stato passato al setaccio dalla Cybersecurity, l’aria è decisamente pesante. Il fondatore, Chen Wei (ex Taobao), seguirà presto l’esempio di Zhang Yimin di ByteDance o di Wang Xing di Meituan o di Lei Jun cofondatore di Xiaomi che ha appena superato il competitor Apple. Prima di loro, Jack Ma, ora finito nel cono d’ombra delle autorità cinesi, ben noto anche per la sua intensa attività benefica.

Lei Jun co-fondatore di Xiaomi

L’attacco delle autorità ai Big del tech

Lei Jun, co-fondatore di Xiaomi che con i suoi telefonini ha appena superato Apple, ha consegnato 2,2 miliardi di dollari di azioni a due fondazioni, stando ai documenti depositati alla Borsa di Hong Kong.

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La svolta dopo che il mese scorso Wang Xing di Meituan e Zhang Yiming di ByteDance hanno donato parte della loro fortuna a cause di beneficenza.

C’è chi ha osservato che le mosse arrivano proprio con l’intensificarsi di controlli e indagini sulle società tecnologiche da novembre, da quando le autorità hanno stoppato la doppia quotazione miliardaria di Ant Group la piattaforma di pagamenti di Alibaba di Jack Ma.

Si è aperta in ogni caso una nuova era per i miliardari del Paese mentre la Cina inasprisce normative e controlli su pagamenti online, Antitrust, sicurezza dei dati.

La guerra santa alle disuguaglianze

Nell’anno del centenario della nascita del partito comunista cinese, tornano temi e strategie che sembravano archiviate. Arricchirsi non è più così tanto glorioso, a quanto pare.

La società cinese è sempre più colpita dalla disuguaglianza sociale. Non a caso in un discorso dello scorso mese di ottobre il presidente Xi jinping ha detto che lo sviluppo del Paese è “squilibrato” e che la “prosperità comune” dovrebbe essere l’obiettivo finale.

Un discorso che sembra essere in linea con il pugno di ferro di Pechino che ambisce a una società meno squilibrata a causa di uno sviluppo disordinato del mercato.

Wang Xing, fondatore di Meituan

La mossa strategica del no profit

A giugno, anche il fondatore di Meituan Wang ha donato una quota di 2,3 miliardi di dollari alla sua fondazione filantropica. Ciò è avvenuto dopo che l’Antitrust cinese ha annunciato un’indagine sulla società e il miliardario ha pubblicato online una poesia che alcuni hanno interpretato come una critica a Pechino.

Quasi in contemporanea, il fondatore di ByteDance Zhang Yimin, la quarta persona più ricca della Cina con un patrimonio netto di 44,5 miliardi dollari ha donato circa 77 milioni di dollari della propria ricchezza a un fondo per l’istruzione collegato al paese in cui è nato.

Ad aprile, anche Pony Ma di Tencent, la seconda Big tech con 56,7 miliardi di dollari, si è impegnata a mettere da parte 7,7 miliardi di dollari destinati a cause sociali.

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