Asia e Oceania

Cina, Xi Jinping apre all’Europa: sì all’accordo sugli investimenti

Entro l’anno verranno siglate nuove intese. Ne ha dato annuncio il presidente alla Fiera internazionale dell’import di Shanghai.

di Rita Fatiguso

(Reuters)

3' di lettura

La Cina accelererà i negoziati con l'Europa per concludere entro l'anno il trattato sugli investimenti che rimpiazzerà gli accordi esistenti tra i singoli Paesi e Pechino.

Il presidente Xi Jinping affida la promessa al video-discorso di apertura della terza edizione della Fiera internazionale dell'import che ha aperto i battenti nell'Exhibition Center di Shanghai.

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L'Europa è il partner commerciale più grande della Cina e la Cina il secondo interlocutore dell'Europa, anche se le ultime fasi del rapporto tra i due blocchi sono state tutt'altro che facili. Dalla questione del 5G-Huawei alle operazioni di M&A in Europa, alle posizioni politiche sugli sviluppi di Hong Kong, le relazioni bilaterali sono diventate un terreno minato sul quale la diplomazia si muove con grande cautela.

La frenata dei negoziati con la Ue

Quello sul trattato è un negoziato maturo ostacolato anche dalle frizioni sorte tra Cina ed Europa nel corso del 2020.Nelle ultime settimane si erano rincorse voci di un ennesimo rallentamento: troppi i nodi ancora da sciogliere, specie sul fronte del market access, del trasferimento di tecnologie e della tutela della proprietà intellettuale nonché del procurement, ovvero l'accesso reciproco ai bandi pubblici, un ambito sul quale Pechino ancora non ha recepito le regole Wto. Otto anni di negoziati, quasi una trentina di rounds di colloqui tra Pechino e Bruxelles non sono stati sufficienti a superare le difficoltà. La mossa di Xi potrebbe, a questo punto, dare una scossa, proprio mentre l'Europa è di nuovo alle prese con la pandemìa e la Cina, il Paese che ha registrato per primo a Wuhan il contagio da Covid-19, è anche il primo Paese a uscirne, in netta ripresa economica. Infatti, gli Stati Uniti sono alle prese con l'elezione del nuovo inquilino della Casa Bianca e soprattutto con il contagio, ma il Fondo monetario considera la Cina l'unica grande economia destinata a crescere nel 2021.

I rounds del dialogo con l'Europa

La controparte cinese spinge sul dialogo anche considerando i 45 anni di buone relazioni bilaterali che si celebrano quest'anno, e ha puntato decisamente sul partenariato strategico globale Cina-Ue. Pechino ha ospitato virtualmente il decimo dialogo strategico Eu-Cina, con in prima linea il consigliere di Stato cinese e ministro degli Esteri Wang Yi e il copresidente Josep Borrell, alto rappresentante della Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza. L'ultimo round del dialogo si era svolto il 18 marzo 2019, a Bruxelles.Slittato dal marzo scorso al 22 giugno - nella versione online a causa del Covid-19 -, l'Eu-China Summit è stato invece contrassegnato dal tema del passaggio della Cina da opportunità a “rivale sistemico”, data la diversità dei rispettivi modelli di governance.

A metà settembre, a Lipsia, durante la presidenza tedesca della Ue è toccato alla cancelliera tedesca Angela Merkel gestire il dialogo direttamente con il presidente cinese Xi, in una fase di frizioni crescenti tra Usa e Cina, con l'Europa alle prese con il contagio da Covid 19. La stessa Germania, che pure è l'interlocutore principale della Cina dal punto di vista del peso economico e degli scambi commerciali ha mostrato un cambio di passo nei confronti di Pechino.La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva chiesto, a sua volta, a Pechino di rendere più accessibile il mercato cinese per le aziende europee.Entro la fine dell'anno, inoltre, è necessario implementare molti punti rimasti in sospeso dell'Agenda 2020 che è al centro dei negoziati bilaterali, in particolare, per quanto riguarda le questioni economiche.

Il multilateralismo di Xi

Bisognerà vedere, a questo punto, se Xi riuscirà a convincere l'Europa a chiudere la partita. Intanto, a Shanghai si è proposto chiaramente come il paladino del multilateralismo. Ha detto di voler chiudere anche il trattato con Giappone e Corea e il Recep, l'accordo che raggruppa 15 Paesi della Regione dell'Asia-Pacifico. La Cina contribuirà alla riforma del Wto e garantirà l'accesso al Paese delle aziende dei beni stranieri di qualità.La Fiera Ciie di Shanghai, a suo avviso, è una prova dell'apertura cinese ai prodotti e alle aziende di qualità. Nonostante la pandemìa è stata garantita la partecipazione fisica delle aziende, pur con tutte le cautele sanitarie in entrata nel Paese. Un centinaio quelle britanniche presenti, una settantina le italiane, divise in tre padiglioni. Assenti i leader istituzionali, a causa delle difficoltà negli spostamenti internazionali.

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