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Cinema, nel 2018 incassi in caduta. Ma l’Italia si difende

di Andrea Biondi


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(Ansa)

3' di lettura

Per il cinema in sala in Italia il 2018 è un anno da dimenticare. Non viene nessun dubbio sul tema, a scorrere il pacchetto di tabelle e dati su elaborazioni Cinetel diffusi dalle associazioni di categoria (Anec, Anem, Anica). Al box office scendono incassi (-4,98% a 555,4 milioni di euro) e presenze (-6,89% a 85,9 milioni). Un calo che non cambia – anzi peggiora – confrontando il 2018 con gli anni prima del 2017. E per avere incassi inferiori occorre tornare al 2006. Un barlume arriva però dal cinema italiano. Anche se il mondo del cinema sa che è troppo poco. E che c’è da correre e trovare rimedio per non rimanere definitivamente schiacciati.

Bene i film italiani. E allora, analizzando i dati relativi alle pellicole italiane si vede che l’incasso (incluse le co-produzioni) è salito del 23,8% a 127,9 milioni di euro per 19,9 milioni di presenze (+17,92%). Un risultato positivo che, sottolineano le associazioni, arriva nonostante nessun film abbia superato i 10 milioni di incasso. Insomma, «dopo tanti anni – si legge nella nota delle tre associazioni del mondo del cinema – in cui si titolava che la salvezza del prodotto locale era da intestarsi solo a pochi, pochissimi film - o a un solo campione - emerge nel 2018 l’importanza del cinema “medio”, zoccolo duro dell’industria e di una produzione che mette sul mercato sicuramente troppi titoli in un anno, ma che attraverso la quantità esprime anche vitalità e progettualità per nulla scontate». Niente pellicole top quindi, ma un movimento diffuso.

Problema europeo. Certo, anche all’estero il box office arretra: Germania (-16%); Francia (-4%) Spagna (-2%) e Italia (-5%). In Uk incassi stabili (+0,6%). Segno che per il cinema in sala non sono tempi d’oro, soprattutto per la concorrenza delle piattaforme, da Netflix ad Amazon Prime Video alle nostrane Now Tv (Sky), Infinity (Mediaset), Timvision o Chili, solo per citarne alcune.

La nota dolente dell’estate. In Italia, però, a questo si aggiunge il vulnus, annoso, del periodo estivo. Non a caso giugno (-10,63%) e luglio (-35,23%: il peggior luglio degli ultimi 17 anni) hanno chiuso con pesante segno meno. A parziale compensazione c’è la sorpresa di un agosto in grande spolvero come non si vedeva da tempo (+23,9% gli incassi rispetto al 2017). Ma proprio sulle «dolenti note» dei mesi estivi le associazioni innestano le aspettative per una «positiva estate 2019» con un piano di programmazione frutto del lavoro della filiera e del confronto con Governo e Istituzioni, dicono le associazioni, «vedrà i 5 mesi fra aprile e agosto primeggiare nell’appetibilità dell’offerta».

I campioni di incassi. Il film più visto in assoluto nel 2018 è stato “Bohemian Rhapsody” (20th Century Fox) con 21,3 milioni di incasso, seguito da “Avengers: Infinity War” (Disney) con 18,8 milioni di euro incassati e da Cinquanta sfumature di rosso (Universal) con 14,4 milioni di incasso. All’undicesimo posto della classifica generale si è piazzato il primo italiano, “A casa tutti bene” di Gabriele Muccino (01 Distribution) con 9,2 milioni di incasso e al 15esimo “Benedetta follia” di Carlo Verdone (Filmauro Universal) con 8,5 milioni.

Le previsioni. L’inizio del 2019 sembra comunque essere positivo e questo spinge le associazioni di categoria Anec, Anem e Anica a un cauto ottimismo. Nella prima settimana dell'anno c’è stato infatti un incremento del 12 per cento. Il presidente Anica Francesco Rutelli ha sottolineato: «Confidiamo che il 2019 dia inizio anche a un ritorno alla crescita delle presenze nelle sale, che sono e restano più che mai in Italia il fenomeno sociale, culturale e di entertainment numero uno per chi esce di casa. È aperta più che mai la sfida per la qualità dei prodotti per incontrare le aspettative di un pubblico giustamente esigente». Mario Lorini, presidente Anec (esercenti), spera in una ripartenza nel 2019 «senza nascondere le criticità ma analizzando bene gli elementi oggettivamente positivi». Per Carlo Bernaschi, presidente Anem (esercenti multiplex), «la filiera dell'industria del cinema ha preso finalmente coscienza di dover cambiare il modo di uscire durante tutta la stagione ed ha concordato uscite estive molto importanti» accompagnate «da una forte campagna di comunicazione che inizierà con i David di Donatello». Francesca Cima, presidente sezione Produttori Anica, ritiene necessario «puntare da una parte ad elevare il livello produttivo ed artistico del prodotto italiano medio, dall’altra a perseverare nella ricerca di nuovi talenti e di nuovi modelli narrativi ed estetici».Nel segno dell’ottimismo, infine, l’intervento di Luigi Lonigro, presidente sezione Distributori Anica: «Distributori, produttori ed esercenti unitamente ad altre importanti iniziative consentiranno al 2019 di essere ricordato come l’anno del cambiamento».

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