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Amazon compra la major Metro Goldwyn Mayer per 8,45 miliardi

Dopo i rumors dei giorni scorsi, il gigante dell’e-commerce chiude l’intesa per la casa di produzione che guidava le «big five» di Hollywood

di Francesco Prisco

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3' di lettura

Quella vecchia volpe di Jeff Bezos alla fine cattura pure il Leone Ruggente di Hollywood: dopo i rumors dei giorni scorsi, Amazon rileva la casa di produzione cinematografica MGM per 8,45 miliardi di dollari mettendo, in questo modo, a segno la seconda acquisizione per ordine di grandezza della propria storia, dopo quella di Whole Foods per quasi 14 miliardi di dollari nel 2017.

Un blitz evocativo, se consideriamo che la Metro Goldwyn Mayer appartiene alla nobiltà hollywodiana: trattasi della casa cinematografica che, assieme a Warner, Rko, Paramount e 20th Century Fox, componeva le «Big Five» dell’industria cinematografica americana, la major di Via col vento e dei cartoon di Tom & Jerry.

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Vivien Leigh e Hattie McDaniel in una celebre scena di «Via col vento» di Victor Fleming, blockbuster Mgm del 1939

Sempre più guerra dello streaming

Per gli appassionati del genere, trattasi dell’ultimo capitolo della guerra dello streaming in atto negli States, una mossa che consente al servizio Amazon Prime di arricchire la propria library nell’ottica della concorrenza con Netflix e Disney+. Il tutto a pochi giorni dalla decisione di AT&T di scorporare Warner e fonderla con e Discovery, creando una potenza che include Hgtv, Cnn, Food Network e Hbo.

Amazon non dà il dettaglio dei subscribers del suo servizio Prime Video, ma si parla di 200 milioni di persone che vi hanno accesso in virtù dell’abbonamento a Prime.

Dove vuole andare Amazon Prime

Oltre a Prime Video, Amazon possiede anche il servizio IMDb TV che fa ricavi attraverso le pubblicità durante film e spettacoli. L’acquisto di MGM porta alla corte di Bezos titoli epocali come Il mago di Oz, La Pantera Rosa e Rocky. Senza contare che il magnate americano metterrà le mani anche sul canale via cavo Epix, proprietà di MGM.

Conosciuta per il suo logo del leone ruggente, MGM è uno dei più antichi studios di Hollywood, fondato nel 1924, ai tempi del muto. Ha prodotto classici come Singin’ in the Rain e ha in produzione il prossimo film della saga di James Bond No Time to Die e il biopic di Aretha Franklin Respect. Le produzioni originali di Amazon, finora, hanno ottenuto risultati alterni. Vittorie agli Emmy con le serie La fantastica signora Maisel e Fleabag, ma performance di botteghino non proprio esaltanti.

Negli ultimi mesi si segnalano investimenti sul segmento sport (in Europa Amazon ha preso i diritti per 16 partite di Champions League), mentre si lavora a una serie ispirata a Il Signore degli Anelli.

Il palmarès della Mgm e, sullo sfondo, Elvis Presley che, in qualità di attore, militò nella scuderia (Reuters)

Il nodo antitrust

Amazon, rafforzatasi con l’esplosione dell’e-commerce nell’anno del lockdown, è già una delle società più potenti e ricche del mondo. Con l’accordo, soggetto ovviamente alle approvazioni di rito, diventa ancora più grande. Le autorità antitrust di tutto il mondo stanno esaminando le pratiche commerciali di Amazon, in particolare il modo in cui gestisce le informazioni delle imprese che vendono i propri beni sul suo marketplace e come le usa per creare i propri prodotti a marchio Amazon. Il Comitato Giudiziario del Congresso Usa sta lavorando a regole più stringenti per salvare la concorrenza.

Fondata a Seattle nel 1995 come libreria online dall’ex broker di Wall Street Jeff Bezos, Amazon è diventata un colosso da 386 miliardi di fatturato che fa un po’ di tutto. Ha una rete commerciale di consegna che porta gli ordini alle persone in due giorni, vende farmaci, ha un business di cloud-computing che alimenta le applicazioni di Netflix e McDonald’s e ha in programma di inviare più di 3.200 satelliti nello spazio per trasmettere il servizio internet sulla Terra. E adesso anche il «Leone» è finito nella sua gabbia.



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