dietro le sbarre

Cinema e riabilitazione: omaggio a Massimo Troisi a Rebibbia

Il cinema come gancio per riabilitarsi. É il fil rouge che unisce una serie di iniziative della Festa del cinema di Roma, che coinvolgono in un percorso di riscatto adulti e adolescenti alle prese con la giustizia


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3' di lettura

Il cinema come gancio per la riabilitazione. É una scelta della Festa del cinema di Roma, che ha organizzato una serie di appuntamenti dietro le sbarre. Nella Casa circondariale femminile di Roma Rebibbia, l’appuntamento è con la compagnia “Le Donne del Muro Alto”, formata da attrici detenute, guidate dalla regista Francesca Tricarico. Il 26 ottobre, alle ore 16, renderanno omaggio al grande Massimo Troisi. L’associazione Per Ananke lavora al suo consueto percorso teatrale con uno sguardo all'arte cinematografica, attraverso un testo, “Il Postino di Neruda”, che le detenute hanno sentito da subito molto vicino grazie alla versione cinematografica de Il postino. «Neruda, nel film - spiegano gli organizzatori - porterà sempre con sé l'isola pur essendo stato per lui un periodo di esilio lontano da casa così come le detenute porteranno sempre con loro l'esperienza del carcere».

Giuliano Amato ospite al Rebibbia Festival
La Festa del cinema di Roma ospita anche il Rebibbia Festival, con proiezioni, incontri, laboratori che coinvolgono i reclusi, fra l’Auditorium del Carcere e l'Auditorium del Maxxi. Il 21 ottobre l’appuntamneto è proprio all’Auditorium del Maxxi (dalle 17,30 alle 19,30), per un focus su “Il cinema italiano racconta il carcere – 1955/2019 ”. La proiezione di brevi clip di celebri film, accanto a riflessioni sul tema. L’incontro è coordinato da Mario Sesti e ospita il giudice costituzionale Giuliano Amato, il provveditore alle carceri del Lazio Carmelo Cantone e il regista Fabio Cavalli. Poi il 24 ottobre, l’appuntamento è all’Auditorium di Rebibbia (ore 16), per l’anteprima europea del docufilm per il canale franco-tedesco Arte Prison de Rebibbia. L'évasion par le théâtre di Marie David. Basato sul lavoro teatrale di Laura Andreini Salerno “Istruzioni di volo”, con i detenuti-attori del Carcere di Rebibbia. Sarà presente la regista e l'intero cast del Progetto di inclusione sociale Prexit (accreditamento obbligatorio a rebibbiafestival@gmail.com).

Il viaggio della Corte costituzionale nelle carceri
Il 27 ottobre, all’Auditorium di Rebibbia il presidente della Corte costituzionale Giorgio Lattanzi incontrerà i detenuti e le detenute in occasione della presentazione ai reclusi - molti dei quali protagonisti - del “Viaggio in Italia – La Corte Costituzionale nelle carceri”, di Fabio Cavalli, prodotto da Clipper Media con Rai Cinema (accreditamento obbligatorio a rebibbiafestival@gmail.com).

La rilettura de “Il deserto dei Tartari” nel carcere di Civitavecchia
Appuntamento al Maxxi con la rilettura de “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati, interamente girato all’interno della Casa di reclusione di Civitavecchia Passerini, con protagonisti e co-autori gli stessi detenuti. Fortezza, con la regia di Ludovica Andò ed Emiliano Aiello, è la rilettura de ‘Il deserto dei Tartari' di Dino Buzzati. Perfetta metafora dell'istituzione penitenziaria, documenta la condizione carceraria, tra rassegnazione e speranza di riscatto. Il film sarà presentato ai detenuti della Casa di reclusione di Civitavecchia il 23 ottobre alle 13 e il 25 ottobre alle 15 al Maxxi.

Io mi riprendo, percorso per adolescenti dietro le sbarre
Poi c’è un progetto sostenuto dalla Fondazione dinema per Roma in collaborazione con Arci solidarietà onlus, l’It Roberto Rossellini di Roma e il Centro di giustizia minorile per il Lazio, Abruzzo e Molise. Si chiama “Io mi riprendo - Percorsi di formazione al linguaggio audiovisivo per adolescenti sottoposti a misure penali». Una iniziativa giunta alla sua seconda edizione, che ha coinvolto dieci ragazzi e ragazze dai 14 ai 19 anni inseriti nel circuito penale. L’iniziativa è nata nell'ambito del progetto “Una chiave per il futuro”, finanziato dalla Tavola Valdese e finalizzato a realizzare percorsi di inclusione sociale, formativa e lavorativa per minori e giovani a rischio o già coinvolti nel circuito penale. Il percorso ha rappresentato per i ragazzi un'esperienza stimolante sia per conoscere tecnicamente un lavoro, sia per realizzare un prodotto in grado di raccontare la complessità del mondo adolescenziale.

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