La ricerca

Cinque eccellenze per rilanciare il Piemonte

Dal centro studi di Cdp i settori in cui il territorio è competitivo: chimica verde, design, logistica, città metropolitana di Torino e manifattura 4.0

di Filomena Greco

 Torino, intesa come area metropolitana, è cresciuta negli anni sul fronte della sostenibilità e dell’attrattività culturale e turistica. E può giocare un ruolo da driver nello sviluppo della regione, anche alla luce delle nuove tecnologie smart

3' di lettura

Una ricerca che guarda al futuro e prova a delineare nuovi percorsi di sviluppo per il Piemonte, capaci di valorizzare nuove competenze e specializzazioni produttive. È il lavoro che ha fatto il Centro Studi di Cassa Depositi e Prestiti a partire dall’identikit industriale della regione subalpina. «Lo sforzo che abbiamo fatto in questo documento – spiega Andrea Montanino, Chief economist di Cdp – è stato quello di individuare settori nei quali il Piemonte vanta un vantaggio comparato rispetto ad altre regioni d’Italia oltre che ad altri territori europei». Cinque le aree di eccellenza individuate: la manifattura 4.0, la chimica verde, il design e le industrie creative, il sistema della logistica e degli interporti, fino alla Città metropolitana di Torino.

Il Piemonte parte con la zavorra di indicatori economici in ritardo rispetto alle altre grandi regioni manifatturiere del Nord Italia. Un ritardo accumulato a partire dalla crisi del 2008, che ha inciso sul valore della ricchezza prodotta. Nell’anno della pandemia, poi, il Pil del Piemonte è destinato a crollare tra il 7 e il 10%, con una prospettiva di recupero al rallentatore. «Ecco perché serve una strategia di sviluppo che valorizzi certo le specializzazioni industriali storiche ma che guardi ai nuovi trend legati alla sostenibilità e allo sviluppo green e all’innovazione» spiega Montanino.

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L’approccio di Cdp non individua nuovi settori quanto nicchie o fattori in grado di accelerare lo sviluppo industriale del territorio. Uno dei driver più trasversali, capace di incrociare i diversi settori manifatturieri piemontesi – qui l’industria vanta percentuali sul valore aggiunto più alte rispetto alla media nazionale, 22% rispetto al 17 – è quello dell’industria 4.0. In questo il Piemonte ha un vantaggio competitivo perché ha la quota più alta di imprese con almeno una tecnologia innovativa, «segno che una parte consistente delle imprese – aggiunge Montanino – sta facendo la transizione verso il modello di manifattura 4.0». Dunque un aspetto su cui si può fare leva per lo sviluppo della regione che vanta anche alcune eccellenze di nicchia come il cleantech e la chimica verde, con un contributo da parte di imprese private come Novamont e pubbliche come Iren, Smat o Acea Pinerolese.

Non sorprende poi l’attenzione di Cdp verso il capitolo design e imprese creative che vede il Piemonte come un’area di grande tradizione e specializzazione, dalla casa al design automobilistico. Dopo Lombardia e Lazio, è la terza regione d’Italia per numero di imprese che operano nel settore dell’industria creativa. Un ecosistema «del bello» che dà grande attrattività al territorio piemontese. Cruciale poi la partita che il Piemonte gioca nel settore della logistica, un ambito cresciuto negli ultimi anni del 28% rispetto alla media nazionale, pari all’8%. Un comparto destinato a pesare sempre di più sull’economia grazie alla posizione strategica della regione all’incrocio di due direttrici, l’asse Mediterraneo e il Reno-Alpi, e grazie alla presenza di tre interporti, due dei quali – Novara e Rivalta Scrivia – nella top 20 degli interporti europei. Si tratta di un fattore abilitante per il rilancio del territorio, destinato a crescere di importanza in relazione al completamento dei lavori per il terzo Valico e per il tunnel internazionale della Tav Torino-Lione.

Torino, intesa come area metropolitana, è cresciuta negli anni sul fronte della sostenibilità e dell’attrattività culturale e turistica. E può giocare un ruolo da driver nello sviluppo della regione, anche alla luce delle nuove tecnologie smart. Digital divide, ritardi sul trasporto ferroviario e mismatch tra domanda e offerta di lavoro sono i comparti su cui concentrare un’azione mirata nei prossimi anni per recuperare quei gap di competitività di cui soffrono alcune aree del Piemonte. E per recuperare terreno rispetto alle realtà più dinamiche dell’Italia settentrionale.

Lo studio di Cdp

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