intervista a Claudio Di Berardino

«Cinque milioni per estendere gli Its a tutte le province»

Per l’assessore al lavoro del Lazio saranno utilizzati anche i fondi Ue

di Giorgio Pogliotti


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Claudio Di Berardino, assessore al lavoro del Lazio

3' di lettura

Una “dote” di 5 milioni per sostenere gli Its, con l’obiettivo di passare dagli attuali 8 a 10 istituti già il prossimo anno. E un appello alla politica perchè riveda i tagli a ore e fondi all’alternanza scuola lavoro.

A parlare è l’assessore al lavoro della regione Lazio, Claudio Di Berardino, che ha puntato in modo convinto sulla formazione professionalizzante, a differenza dei suoi predecessori.

Assessore, per quale motivo anche la regione Lazio ha deciso di utilizzare i fondi comunitari per supportare il sistema della formazione tecnica superiore?
Stiamo puntando molto sugli Its e sui poli tecnico professionali, abbiamo avviato azioni di supporto per qualificare maggiormente il sistema della formazione tecnica superiore, rendendolo più corrispondente alle esigenze imprenditoriali, del mercato del lavoro e dello sviluppo territoriale. Con un bando prevediamo l’impiego di risorse del Fondo sociale europeo per 2milioni euro sull’asse Istruzione e Formazione.

A quanto ammontano i fondi complessivi disponibili nel Lazio per la formazione terziaria non accademica?
Per il 2019 il Miur ha stanziato 1.804.582 euro, il 70% sono spesi per la gestione ordinaria e il 30% per premiare chi fa meglio. A questo si aggiungono risorse in cofinanziamento regionale, pari a 1.026.838 euro e i 2 milioni di fondi europei. In totale sono circa 5 milioni.

Può fare il punto sul sistema degli Its nel Lazio: quanti ne avremo a settembre?
Attualmente abbiamo 8 Its, l’ultimo inaugurato a ottobre sulla meccatronica a Frosinone ha 28 iscritti. In tutto sono coinvolti circa 600 ragazzi nel sistema Its che consideriamo un’importante politica attiva, una modalità ulteriore per completare il ciclo formativo. Pensiamo di potenziare l’offerta con altri 2 Its per coprire tutte le province, compresa Rieti finora esclusa. Lavoriamo per avere a settembre 10 Its. Producono importanti risultati almeno su due fronti: lo sbocco occupazionale oscilla tra il 90 e il 95%, la coerenza tra il percorso formativo e l’occupazione riguarda il 90% dei diplomati assunti.

Che impatto avrà sul Lazio la manovra che, tra l’altro, taglia di 50 milioni alla formazione professionale?
Stiamo seguendo come tutte le regioni il percorso parlamentare della legge di bilancio, vedremo se verrà confermata o meno l’attuale versione. Il punto è che la competizione nei territori si gioca sui temi delle competenze e dell’innovazione, in questa partita l’istruzione e la formazione sono essenziali. Come regioni lavoriamo affinché vengano confermati i finanziamenti rispetto agli impegni assunti.

Al taglio delle risorse per la formazione professionale, peraltro, va aggiunto l’intervento sull'alternanza scuola lavoro che è stata ridimensionata dalla scorsa legge di bilancio che ha dimezzato fondi e ore.Qual è il suo giudizio in proposito?
Mi auguro che ci possano essere condizioni di ripensamento. L’alternanza ha un ruolo fondamentale per la formazione dei giovani. Il tema del lavoro va visto non solo in termini di investimenti, ma di strumentazioni; la scuola, la ricerca, l’alternanza, la formazione mirata svolgono un ruolo essenziale per assicurare ai giovani uno sbocco occupazionale.

Sempre in tema di strumenti per l’occupazione, come Regione avete una strategia per compensare il ritardo del governo nell'avvio dell'assegno di ricollocazione?
Prima dell’assegno di ricollocazione, il Lazio aveva già avviato il contratto di ricollocazione, una misura simile ma mirata su alcune categorie di disoccupati particolarmente svantaggiate. Il primo è stato dedicato ai disoccupati di lunga durata, il secondo alle mamme con bimbi piccoli, il terzo è ancora attivo ed è per gli over 29 anni. È un servizio di accompagnamento al lavoro. Il percorso ha una durata di 6 mesi, può prevedere l’attivazione di un corso di formazione o di aggiornamento professionale. Se al termine la persona sottoscrive un contratto di lavoro, la Regione eroga un bonus di 8mila euro all’azienda che lo assume a tempo indeterminato. Per l’ultimo bando, in corso fino a esaurimento delle risorse, ci sono 7 milioni di euro e prevediamo di coinvolgere circa 3mila e 500 persone.

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