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Scuola, le regioni «sconfessano» il governo: ritorno in classe alle superiori rinviato quasi ovunque

Lunedì 11 gennaio lezioni in presenza al 50% alle superiori, ma solo tre regioni restano allineate alla decisione del governo. Anche Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Umbria, Sardegna e Basilicata hanno rinviato il ritorno in classe

Scuola, Giannelli (Presidi): ripresa l'11 sposta solo il problema

3' di lettura

Il 7 gennaio è stata la giornata del rientro a scuola per 5 milioni di studenti dopo la pausa natalizia: sono tornati in classe, con poche eccezioni, i bambini delle materne, delle elementari e i ragazzi delle medie di quasi tutta l’Italia, compresi gli studenti delle seconde e terze medie che in alcuni territori non hanno frequentato per diverse settimane prima di Natale perchè in zone rosse o in Regioni i cui presidenti (come in Piemonte) avevano emanato ordinanze restrittive rispetto alla normativa nazionale. Ma intanto si allunga la lista delle regioni che hanno deciso di inasprire la stretta per il ritorno in aula al 50% degli alunni delle superiori, «disattendendo» la linea del governo che aveva indicato la data dell’11 gennaio. Con Lazio, Emilia Romagna, Liguria, Umbria, Sardegna e Basilicata che hanno optato per lo slittamento.

Solo tre regioni si allineano

Per le scuole superiori, il 7 e l’8 la ripartenza è stata da remoto al 100%; mentre da lunedì 11 gennaio gli studenti il governo ha deciso il ritorno in presenza al 50%. Tuttavia solo tre Regioni (Abruzzo, Toscana e Valle d'Aosta) si sono uniformate alla data di rientro in classe decisa dal governo. Nelle restanti, il ritorno - sempre al 50% - è stato spostato al 18 gennaio (come in Piemonte, nel Lazio, in Liguria e in Molise) o al 25 gennaio (come in Lombardia e Campania, in Umbria ed Emilia Romagna), o addirittura al 1° febbraio come in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Calabria, Sardegna, Sicilia e Basilicata.

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Trentino Alto Adige apripista, le superiori tornano in aula

Gli studenti del Trentino Alto Adige sono stati i primi in Italia a tornare in aula nelle scuole superiori. Questa mattina in Trentino le lezioni sono ripartite in presenza al 50% per 5.589 studenti ed è stato potenziato il sistema dei trasporti con 115 mezzi destinati ai percorsi extraurbani, 20 per le tratte urbane e 40 per il trasporto ferroviario. «Abbiamo voluto mantenere fede agli accordi presi, nel rispetto della pianificazione condivisa con il mondo della scuola e con le famiglie», ha detto l'assessore all'istruzione della Provincia autonoma di Trento, Mirko Bisesti. Anche in Alto Adige 8.149 studenti del secondo ciclo di istruzione, per un totale di 518 classi, sono tornati in aula. Nelle scuole superiori e negli istituti professionali in lingua italiana, tedesca e ladina le attività scolastiche e didattiche si svolgeranno con una presenza in aula dal 50% fino ad un massimo del 75%.

Linea della prudenza dalla Lombardia alla Campania

Più nel dettaglio, In Piemonte gli studenti delle scuole superiori torneranno in classe non prima del 18 gennaio «compatibilmente con l'andamento dell'epidemia». Anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, visto l'incremento della curva dei contagi da Coronavirus, ha deciso di firmare un'ordinanza per posticipare al 18 Gennaio l'apertura in presenza delle scuole superiori. In Umbria le superiori potrebbero essere in classe al 50% dall'11 gennaio, tuttavia la Regione sta valutando un ulteriore rinvio, per prorogare la dad almeno fino a metà gennaio. In Molise il presidente della Regione Donato Toma, ha emanato una nuova ordinanza che dispone la sospensione dell'attività di didattica in presenza per tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado fino al 17 gennaio. Viene data la facoltà ai sindaci di consentire il prosieguo soltanto per le scuole primarie. In Campania le scuole riapriranno lunedì 11 gennaio per gli alunni della scuola dell'infanzia e delle prime due classi della scuola primaria. A partire dal 18 gennaio sarà valutata la possibilità del ritorno in presenza per l'intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado. In Lombardia le lezioni a distanza per gli studenti delle scuole superiori si svolgeranno fino al 24 gennaio: una decisione che è stata assunta nella serata di giovedì 7 gennaio. In Puglia il governatore Emiliano ha stabilito la didattica integrata a distanza fino al 15 gennaio per ogni ordine e grado, eccetto esplicita richiesta delle famiglie a seguire le lezioni in presenza

I presidi: scuole chiuse danneggiano ragazzi più deboli

«Le scuole sono pronte, il rischio per le riaperture non sta nelle scuole ma nell'utilizzo dei mezzi di trasporto» ha dichiarato Antonello Giannelli, presidente Associazione nazionale Presidi a Radio 24. A proposito dei risultati di un sondaggio condotto tra gli insegnati secondo il quale la maggioranza preferirebbe chiudere l'anno scolastico in Dad Giannelli ha commentato: «Bisogna verificare l'affidabilità di certi sondaggi ma sarebbe indubbiamente un danno gravissimo per i nostri ragazzi, soprattutto per i più deboli».

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