ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùla roadmap per il 2021

Cinque previsioni (prevedibili) sulle tecnologie che ci circondano

Nessuna sfera di cristallo ma se guardiamo alle roadmap tecnologich e all’impatto di alcuni fortunati prodotti qualche idea sul quanto accadrà possiamo averla

di L.Tre.

Il 2020 visto dai social nel segno del covid e della resilienza

Nessuna sfera di cristallo ma se guardiamo alle roadmap tecnologich e all’impatto di alcuni fortunati prodotti qualche idea sul quanto accadrà possiamo averla


3' di lettura

Nessuna palla di vetro, anche perché il 2020 qualcosa sulle previsioni ce l’ha insegnata. Però se guardiamo alle roadmap tecnologiche, all’eredità del lockdown e all’impatto di alcuni fortunati prodotti di elettronica di consumo qualche idea sul quanto accadrà possiamo averla. Per esempio...

La convivenza con l’insicurezza informatica

Avviene già da tempo ma questo sarà un anno diverso. Il recente attacco all’America ha reso ancora più evidente quanto siano diventate strategiche e vulnerabili le infrastrutture informatiche. Gli esperti sono convinti che siamo di fronte a una operazione senza precedenti nella storia delle violazioni informatiche su grande scale che segnerà un prima e un dopo. Ad ogni modo nel mirino ci sarà sempre di più la sanità su cui sono aumentati in modo esponenziale gli investimenti anche a causa dell’emergenza sanitaria che ha spinto in cime all’agenda la modernizzazione di ospedali e strutture di assistenza. Una buona notizia potrebbe arrivare dalla guerra alle fake news. La comunicazione politica via social e la propaganda online con tutto il corollario di bufale costruite ad arte a cui siamo abitutati potrebbe incominciare a incontrare i primi veri ostacoli regolamentari e normativi. Detto altrimenti, le grandi piattaforme potrebbero volenti o nolenti mettere a terra tecnologie più incisive per bloccare queste tecniche di persuasione online.

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Una nuova regolamentazione per app e tecnologie cinesi

Il nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden non è Donald Trump. Qualcosa - non tanto - cambierà nella politica verso le tecnologie cinese. Dentro ci stanno dalle tecnologie di rete di Huawei all’app Tik Tok. La soluzioni non sarà una sanatoria e neppure un passo indietro, sostengono gli esperti Usa, tuttavia caso per caso verrà trovata una soluzione in grado di comporre gli interessi di sicurezza nazionali e le dinamiche di mercato.

La realtà virtuale e aumentata a scopo professionale

Il lockdown e il conseguente boom dello smartworking ha in qualche modo sbloccato la roadmap per portare le tecnologie di realtà virtuale all’interno dei sistemi di videoconferenza. Nulla di nuovo, l’hardware ha raggiunto un grado di maturità accettabile. E Facebook attraverso Oculus ha già nello scaffale alcune soluzioni interessanti. Questo non vuole dire che i manager si incontreranno solo virtualmente con un visiore in testa. Prima o poi si ritrornerà a viaggiare in presenza come si dice oggi. Quello che sta avvenendo è un potenziamento dei servizi di comunicazione da remoto e una più decisa volontà di esplorare l’uso della Vr (Virtual Reality) e dell’Ar (Augmented Reality) per l’ufficio, la contrattualistica e la progettazione.

I primi effetti della stretta usa-Ue sulle piattaforme digitiali

In Europa ci vorrà ancora tempo, almeno due anni prima di toccare concretamente gli effetti del Digital Services Act e Digital Market Act. La discussione con le lobby della Silicon Valley è appena iniziata. Negli Stati Uniti invece sono già in corso numerose azioni legali contro i monopoli digitali. La minaccia è quella dello spezzatino sul modello At&t cioè nel caso di Facebook di rinunciare a Instagram o Whatsapp. Ma in campo ci sono anche altre proposte di regolamentazione. Il 2021 in questo senso potrebbe essere l’anno di inizio di un processo di ridefinizione dei confini di sovranità digitale da parte dei Big Tech.

Le nuove regole dello streaming e rebus degli abbonamenti

Dinsey ha già deciso che il suo futuro sarà in streaming. Quello che è ormai cambiato non è solo la piattaforma di distribuzione ma anche il formato del contenuto. Videogiochi, serie tv e musica sono già pronte a essere venduti in abbonamento con formule all-you-can-eat. La novità del 2021 potrebbe essere quello di assistere all’offerta di contenuti sganciati dalle piattaforme di origine.

Vuole dire per esempio potere vendere videogiochi di Playstation sulla piattaforma rivale di Xbox e viceversa. Il modello economico potrebbe essere quello di sdoppiare la rete di distribuzione in una più aperta (con tariffe più basse) e una premium in abbonamento. Una soluzione di questo tipo potrebbe inoltre venire incontro alle richieste dell’Antitrust. Per il consumatore vorrà dire cambiare la logica di fruizione ai contenuti digitali. Non si acquisterà più solo il singolo contenuto ma un mix di offerte.

Riproduzione riservata ©
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    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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