la rinascita di milano

Cinque progetti per cambiare il volto alla città del futuro

di Sara Monaci e Lello Naso


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(Fotogramma)

1' di lettura

La Milano di oggi beneficia di un’eredità lontana e articolata. Nel passato recente c’è stato l’Expo 2015, la cui candidatura fu decisa da un governo di centrosinistra (con Romano Prodi premier) e un’amministrazione comunale di centrodestra (con Letizia Moratti sindaco), e che poi è stato gestito da Giuseppe Sala, all’epoca commissario dell’evento e oggi primo cittadino. Grazie all’Expo è stata completata una nuova linea di metropolitana e un’altra è stata messa in cantiere, nell’attesa di averla pronta nel 2021. Il centro è stato ripulito, la Galleria Vittorio Emanuele II ha ritrovato l’antica bellezza.

Ma a rivitalizzare la città sono stati anche quartieri come Citylife e Porta Nuova, con nuovi grattacieli, nuovi parchi e nuove piazze, in cui milanesi e turisti si riversano. Si tratta di progetti pensati quasi 20 anni fa, già ai tempi di Gabriele Albertini, e poi costruiti successivamente. La Milano di oggi affonda dunque le sue radici nella lungimiranza di ieri.

Questo potrebbe accadere ancora adesso, con i programmi che guardano alle periferie. Ci sono progetti che potrebbero dare i loro frutti solo tra dieci o quindici anni, e quindi non ripagheranno immediatamente i politici di turno alle elezioni, anche se è per questo che verranno ricordati. Oggi le sfide sono il collegamento tra il centro e le periferie con mezzi pubblici efficienti (o addirittura tra Milano e Monza); la riqualificazione dei quartieri più poveri e dei sette ex scali ferroviari; la costruzione della città dell’innovazione nell’area del post Expo.

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