tecnologia

Cinque trucchi per ricaricare più in fretta lo smartphone

di Giancarlo Calzetta


3' di lettura

Smartphone: gioie e dolori. Anzi, dolore. Uno. Sempre lo stesso: la batteria che ti abbandona quando non dovrebbe, quasi sempre mentre siamo fuori casa o ufficio e abbiamo ancora molto da fare. Per fortuna è abbastanza facile al giorno d'oggi trovare una presa, ma i tempi sono sempre stretti: come riuscire a stipare quanta più energia possibile nel poco tempo a disposizione? Vediamo qualche 5 consiglii veloce che va dal banale all'assolutamente nerd.

1.Usiamo una presa a muro, non la porta usb del pc
Se abbiamo bisogno di una ricarica veloce, niente può sostituire la potenza di un caricabatteria da muro, per diversi motivi. Innanzitutto, se il nostro PC ha solo porte Usb 2.0 può erogare davvero pochissima corrente. Così poca che potrebbe addirittura non bastare neanche a fermare lo scaricarsi della batteria del dispositivo mentre lo usiamo. In secondo luogo, le porte Usb non sono di solito equipaggiate con le tecnologie che permettono una ricarica veloce delle batterie e questo fa una grande differenza.

2.Usate il caricabatterie in dotazione o uno potente e dotato della stessa tecnologia
Come buona parte delle moderne diavolerie hi-tech, anche il semplice sistema di carica della batteria dello smartphone è in realtà un dedalo di tecnologie diverse, spesso non compatibili tra loro. Tutti i dispositivi di fascia alta e media ormai sfruttano dei sistemi per caricare le batterie in tempi molto più brevi che in passato, ma bisogna usare caricabatterie specifici. Gli standard più diffusi sono il Quick Charge di Qualcomm e lo UsbPower Delivery. Il primo è usato, tra gli altri, da Samsung e Motorola; il secondo da Apple e Google. Altri produttori, come OnePLus, usano uno standard proprietario. Per esser sicuri di caricare sempre alla massima velocità, quindi, bisogna scegliere il caricabatterie giusto.

3.Spengo o non spengo? Spengo
Un trucchetto che può risultare utile per velocizzare la ricarica è quello di spegnere il cellulare mentre la batteria fa il pieno. Questo sistema è utile soprattutto se non abbiamo la possibilità di sfruttare caricabatterie veloci. Metterlo in modalità aereo, invece, permette sì un guadagno di tempo, ma molto più limitato con gli stessi svantaggi del telefono spento. Andiamo per la soluzione radicale che permette di ottenere il massimo.

4.Ricarica senza fili? Solo come regola di vita…
Le ricariche wireless sono comode in auto o in ufficio, dove possiamo lasciare il cellulare e approfittare dei momenti “morti” per ricaricare, ma per il resto non regge il confronto con un caricabatteria con cavo. Sono più lenti e per qualche motivo la carica sembra meno stabile, soprattutto se non usate dispositivi dedicati, ma piani di ricarica nascosti in mousepad, borse e altro.

5.Battery Pack, i veri salvavita del terzo millennio
Per quanto sia veloce una ricarica, se siamo in mobilità non possiamo fare a meno di tenere nella borsa, zaino o valigetta un battery pack: una di quelle batterie portatili in grado di fornire energia ai nostri dispositivi. Con gli smartphone di nuova generazione, servono battery pack potenti, da almeno 7.000 milliampere, e torna sempre utile un cavo “piovra”, cioè con più prese in modo da avere sempre a disposizione quello per caricare lo smartphone (Usb micro o Usb C), ma anche quello per ricaricare il battery pack stesso (solitamente Usb micro). Inoltre, se possiamo, spegniamo il dispositivo mentre si carica in questo modo: I risultati saranno molto più rapidi.

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