Borse e accessori

Cinzia Macchi, creatività e impegno sociale

Il caso La Milanesa

di Giulia Crivelli

Cinzia Macchi negli uffici-showroom de La Milanesa, a due passi dal Duomo

2' di lettura

Da marchio di nicchia a brand copiato (male) persino da grandi nomi della moda. Da start up ad azienda che cresce e si espande fuori dall’Italia e investe nel retail fisico. Parliamo delle borse La Milanesa e soprattutto della fondatrice, Cinzia Macchi, che ha costruito la sua storia personale e quella del marchio unendo curiosità e creatività all’impegno sociale.

«Tutto è nato dall’idea di dare una seconda vita a vecchie coperte all’uncinetto – racconta –. Avendo una passione divorante per le borse sono partita da quelle e fin dall’inizio ho pensato di coinvolgere nel progetto persone che creassero anche nuove coperte, sempre all’uncinetto. Le ho cercate e trovate in particolare nelle Rsa e ho scoperto che i lavori manuali, come l’uncinetto o la maglia, non solo aiutano chi ha già qualche difficoltà mentale legata all’invecchiamento, ma rallentano alcuni processi degenerativi». Cinzia Macchi non ha creato una onlus, bensì una piccola azienda con un solido business plan: «Avere bilanci in ordine significa poter dare vita a nuovi progetti, però non ho l’ossessione della fama né della crescita. Mi interessa molto di più continuare a creare borse che incontrano il gusto di tante donne, di ogni età, in Italia e all’estero, dove vendiamo grazie all’e-commerce e alla presenza in alcuni multimarca, ad esempio americani», aggiunge l’imprenditrice.

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Di questi giorni è l’inaugurazione del pop-up estivo La Milanesa a Noto, in Sicilia, mentre nel 2020 aveva aperto il primo monomarca a Milano, in corso Garibaldi. «I lockdown ci hanno penalizzati, ma personalmente mi hanno anche dato la possibilità di dedicare più energie alle nuove collezioni e alla scelta di partner per nuovi progetti solidali».

Che si aggiungono ai tanti già avviati: in dicembre Cinzia Macchi ha creato charme da borsetta il cui ricavato è andato alla Gruppo San Donato Foundation. Qualche mese prima era stata presentata una shopper unisex per sostenere i progetti di The Children for Peace a Gulu, in Uganda; c’è inoltre il sostegno all’associazione Fare x Bene, diretta da Giusy Laganà, impegnata da anni nella difesa delle donne vittime di violenza. «Il prossimo progetto è il più ambizioso di tutti: non posso ancora svelare i dettagli, ma anticipo che, con il sostegno di un’importante fondazione bancaria, daremo vita a un laboratorio dove donne che nella vita hanno avuto più dolore che fortuna, impareranno un mestiere creando borse La Milanesa», conclude Cinzia Macchi.

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