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“Circeo” al debutto dopo le polemiche

La serie italiana è la neoarrivata Paramount+

di Gianluigi Rossini

2' di lettura

Tra i contenuti disponibili sulla neoarrivata Paramount+ c'è già una serie italiana, Circeo, sull'omonimo e terribile delitto del 1975 nel quale fu uccisa Rosaria Lopez e traumatizzata a vita Donatella Colasanti. Si tratta in realtà di una produzione Cattleya pensata per la Rai, che avrebbe dovuto essere pronta per il 2020 ma è stata fermata per qualche motivo: forse le polemiche sulla presunta consulenza data da uno degli assassini, smentita dalla produzione; forse la coincidenza con il film La scuola cattolica, che affronta (seppure in modo molto diverso) la stessa vicenda.

In ogni caso, la serie ha debuttato sulla piattaforma di streaming, nel 2023 dovrebbe essere trasmessa anche sulla Rai. Circeo è una fiction Rai in piena regola: nei primi due episodi inviati in anteprima ai giornalisti c'è tutto il tipico campionario di personaggi monodimensionali, spiegoni a profusione, didascalismo rigido, assenza di elaborazione stilistica. La protagonista è l'indomita avvocata Teresa Capogrossi (Greta Scarano), personaggio di finzione che prende a cuore la causa di Donatella Colasanti (Ambrosia Caldarelli) e la accompagna nella difficile preparazione del processo, occupandosi di lei come una sorella maggiore.

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Gli altri personaggi storici

Gli altri personaggi storici per ora sono marginali: Tina Lagostena Bassi (Pia Lanciotti), avvocata e attivista per i diritti delle donne, appare brevemente; il fotografo Antonio Monteforte, che contribuì alla notorietà della vicenda, è trasfigurato nel fittizio Saverio Vitale (Angelo Spagnoletti), stereotipato artistoide/viveur per il quale pronostico una conflittuale storia d'amore con la quadratissima Capogrossi. Il tutto, infine, è irreggimentato in una teleologia precisa: il sacrificio delle ragazze sarà un passo necessario verso il cambiamento della vergognosa normativa sulla violenza sessuale, che nel 1975 (e fino al 1996) considerava lo stupro un reato contro la moralità pubblica e non contro la persona.

Alla fine è proprio questo il merito principale di Circeo: le componenti morbose e melodrammatiche sono in secondo piano, per lasciare invece ampio spazio alle discussioni sui diritti delle donne o sulla militanza neofascista degli assassini. Nel secondo episodio viene perfino riportata parola per parola la potente omelia di Don Pietro Occelli (Andrea Pennacchi) al funerale di Rosaria Lopez: «temeteli, questi pariolini straricchi, che tutto possono, che tutto hanno [...] loro hanno avvocati di altissimo grido, loro hanno una magistratura benevola [...] loro hanno anche le smaccate evasioni fiscali di padri ricchissimi che erano e sono rimasti fascisti». Poteva decisamente andare peggio.

Circeo, di Flaminia Gressi e Lisa Nur Sultan, su Paramount+ dal 15 settembre.

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