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Circle paga l’effetto FTX: salta la quotazione in borsa

Doveva essere una delle primissime società legate al mondo delle criptovalute a essere quotata. Ma l’accordo con la Spac Concors è saltato

di Biagio Simonetta

Circle

2' di lettura

Doveva essere una delle primissime società legate al mondo delle criptovalute ad esordire in borsa. L'annuncio era stato dato nel luglio 2021, con la società – emittente della stablecoin USDC – che sarebbe diventata pubblica, nel giro di qualche mese, tramite una Spac. E invece, dopo tanti rinvii, Circle, fintech fondata nel 2013 e con base a Boston, ha deciso di chiudere questa possibilità. Almeno per ora.

La nota ufficiale è arrivata nella giornata di oggi (lunedì 5 dicembre): Circle e il suo partner, Concord Acquisition, hanno parlato di «risoluzione reciproca». Gli amministratori delegati di entrambe le società hanno rilasciato dichiarazioni complementari, suggerendo che la decisione di porre fine all’accordo è stata amichevole.

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Le mosse della Sec

Il ceo di Circle, Jeremy Allaire, si è detto «deluso dal fatto che la transazione sia scaduta», un riferimento al fatto che la Securities and Exchange Commission non ha ancora concesso l’approvazione necessaria a Circle per completare il collegamento con Concord.

La mancata azione della SEC sull’accordo per l'Ipo di Circle coincide con il mandato del presidente Gary Gensler, che è un po' un nemico dichiarato dell’industria delle criptovalute. Ma arriva anche in un momento in cui i regolatori di mezzo mondo stanno esaminando il settore alla luce dello scandalo che ha colpito FTX.

Le parole del Ceo

Nella sua nota, Allaire ha anche ribadito che «diventare una società pubblica rimane parte della strategia principale di Circle per migliorare la fiducia e la trasparenza», ma non ha fornito ulteriori dettagli su come o quando Circle possa esordire in borsa, e a che prezzo. Ad ogni modo, dalla stessa nota è emerso qualche dato finanziario sulla società, come l'utile netto da 43 milioni di euro nel terzo trimestre.

La ritrovata redditività di Circle arriva in un momento in cui le banche centrali stanno imponendo una serie di aumenti dei tassi di interesse, una situazione che avvantaggia l’azienda poiché gli emittenti di stablecoin guadagnano denaro dai pool di riserve che detengono per creare un ancoraggio per le risorse digitali emesse. Nel caso di Circle, la società detiene riserve per circa 50 miliardi di dollari per sostenere la stablecoin USDC, che amministra insieme a Coinbase.


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