Ristorazione collettiva

Cirfood investe 40 milioni all’anno. Obiettivo è fatturato a 850 nel 2025

Nel piano industriale sostenibilità, più servizi, tracciamento dei prodotti e una customer experience innovativa

di E.Sg.

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Una crescita di 400 milioni di euro a fine piano, un fatturato di gruppo di 850 milioni entro il 2025 e investimenti per circa 40 milioni all’anno, dedicati a innovazioni tecnologiche, formazione dei propri dipendenti e alle opportunità di crescita generate dal mercato, sia per linee esterne che derivanti dagli investimenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Sono tra gli obiettivi del piano strategico 2022-2025 di Cirfood, impresa cooperativa italiana leader nella ristorazione collettiva, commerciale e nei servizi di welfare, sottolineando l’ottica innovativa e sostenibile.

Per raggiungere gli obiettivi, Cirfood si impegna a investire in soluzioni digitali (tecnologie 4.0, IoT, intelligenza artificiale) per potenziare i servizi offerti, ottimizzare la supply chain, il tracciamento dei prodotti e fornire una customer experience altamente innovativa ai propri utenti. L’impresa inoltre, come viene spiegato in una nota, concentrerà le proprie forze nel consolidare la propria eccellenza operativa, rendendo più efficienti i processi interni, i sistemi di gestione e permettere così lo sviluppo di nuovi prodotti, in linea con i trend del momento, capaci di accrescere il benessere dei clienti

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A guidare queste azioni sarà “la sostenibilità a 360 gradi”, con idee e prospettive che si realizzeranno anche all’interno del Cirfood District, il centro di ricerca e innovazione dove l’impresa cooperativa progetterà e sperimenterà nuove soluzioni nell’ambito della nutrizione e del foodservice.

«Cirfood guarda al futuro con grande senso di responsabilità, consapevole del ruolo sociale della ristorazione collettiva per il sistema Paese. Parliamo di scuole, strutture sociosanitarie, ma soprattutto aziende – ha commentato Chiara Nasi, presidente Cirfood – dove a causa della pandemia è venuto meno uno dei benefit più graditi dai dipendenti: la pausa pranzo nei nostri ristoranti. E a proposito di benessere, i prossimi anni saranno cruciali per la costruzione di piani di welfare pensati ad hoc sulle nuove esigenze delle persone e noi siamo pronti ad offrire a imprese ed enti territoriali servizi e consulenze per raggiungere questo risultato. Ma non solo, vogliamo continuare a portare i nostri brand autentici della ristorazione Retail in Italia e a crescere nel mercato estero, in Belgio e Olanda».

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