Tempio Pausania

Ciro Grillo e i tre amici rinviati a giudizio con l’accusa di violenza sessuale

La decisione del Gup. Prima udienza il 16 marzo

(ANSA)

2' di lettura

Ciro Grillo - figlio del fondatore del M5s Beppe Grillo - Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, i quattro 21enni liguri accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una coetanea italo-norvegese, sono stati rinviati a giudizio. Lo ha deciso la gup Caterina Interlandi dopo un’ora di Camera di consiglio. Accolta la richiesta del Procuratore Gregorio Capasso. La prima udienza è fissata al 16 marzo 2022.

«In caso di rinvio a giudizio seguirò personalmente il processo» aveva annunciato il pm Capasso. «I tre sostituti sono molto giovani, e due di loro sono arrivati da pochissimo tempo, se in prospettiva dovessero arrivare magistrati più esperti vediamo, ma per ora posso essere solo io, anche perché ho seguito le indagini dall’inizio». Prima dell’inizio della discussione ha partecipato all’udienza anche il perito nominato dal gup per trascrivere dai brogliacci 11 intercettazioni considerate decisive dalle parti, sulle quali si giocherà il confronto processuale.

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Bongiorno: c’è stato un tentativo di distorcere atti

«Abbiamo assistito alla pubblicazione di frammenti di atti mal interpretati, oggi la gup ha risposto a questo tentativo di sgretolare atti che hanno un significato ben preciso» ha detto Giulia Bongiorno, legale della ragazza, commentando la decisione della gup. «Non sono felice ma sono soddisfatta, la mia assistita soffre tuttora e ho atteso per dire che si è assistito a una distorsione da parte di alcuni giornali e la ragazza è finita sul banco degli imputati, ma il materiale probatorio racconta una verità diversa».

La vicenda

I fatti accaduti nella residenza di Beppe Grillo - padre di Ciro - a Porto Cervo, in Costa Smeralda, risalgono alla notte del 17 luglio 2019. Dopo una serata nella discoteca Billionaire, Ciro jr e i suoi amici si sono trasferiti lì con la loro accusatrice e una sua amica (costituitasi parte civile con l’avvocato Vinicio Nardo): per l’accusa anche lei è vittima di abusi perché mentre dormiva i giovani hanno scattato foto oscene a un palmo dal suo viso.

Tutto è partito dal racconto della studentessa italo-norvegese allora 19enne - assistita dall’avvocata Giulia Bongiorno e parte civile nel processo - fatto ai carabinieri di Milano, dove lei vive, una settimana dopo i fatti. «Costretta a rapporti sessuali, a bere mezza bottiglia di vodka, a rapporti di gruppo», scrive la Procura a carico dei quattro, che hanno sempre parlato di «rapporti consenzienti». Un anno fa le indagini si erano chiuse una prima volta, ma poi si sono prolungate e gli indagati hanno rilasciato dichiarazioni spontanee a loro discolpa. In maggio la richiesta di rinvio a giudizio, con agli atti il racconto della ragazza, nonché foto e immagini che rafforzerebbero l’accusa insieme alle intercettazioni raccolte mettendo sotto controllo per oltre un anno diversi telefoni, compresi quelli di Ciro jr e dei suoi tre amici.

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