ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùcambi della guardia

Citigroup, Fraser prima donna Ceo di una grande banca americana

Si incrina il glass ceiling che penalizza donne e minoranze etniche quando in gioco è la guida di colossi di Wall Street e della Corporate America

di Marco Valsania

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2' di lettura

Cambio della guardia a Citigroup, e anche qualcosa di più. Per la prima volta una delle grandi banche e gruppi di Wall Street americani avrà un chief executive officer donna: l prossimo febbraio a prendere le redini da Michael Corbat sarà Jane Fraser, 53enne veterana da 16 anni nell'istituto, dove era arrivata dopo dieci anni da partner in McKinsey e dove adesso è direttore generale e alla guida di tutte le attività di consumer banking. A segnalare il rilievo della promozione è la constatazione che l'alta finanza rimane oggi un mondo prevalentemente maschile, soprattutto ai vertici. Citi è la terza banca statunitense per asset.

Esperienza vasta e profonda

Nell'annunciare la nomina, il chairman del board di Citi, John Dugan, ha indicato che Fraser ha la necessaria “approfondita esperienza in tutte le nostre linee di business e le nostre regioni geografiche”. Con l'abilità, ha aggiunto, di “pensare in modo strategiche e anche di gestire l'attività”. Il Ceo uscente Corbat, che ha 60 anni e da otto guida Citi, ha affermato di “essere orgoglioso” che sia Fraser a sostituirlo. La gestione di Corbat è considerata dagli analisti un successo per aver risanato e rilanciato l'istituto dai postumi della crisi finanziaria. Sotto di lui, i profitti netti annuali di Citi sono passati da 7 miliardi nel 2012 a 20 miliardi l'anno scorso.

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Fraser, da Goldman a Citi

Fraser è amministratore delegato di Global Consumer Banking oltre che President della banca. Incarichi ricevuti l'anno scorso e che l'avevano già fatta considerare tra i top executive in pole position per l'attuale nomina. Era diventata responsabile di operazioni sparse in 19 paesi, dal Retail banking al Wealth management, dalle carte di credito alla tecnologia. In precedenza era stata al comando della divisione America Latina tra il 2015 e il 2019. Nel periodo 2013-2015 aveva capitanato il Consumer and Commercial banking negli Stati Uniti. Prima ancora era stata alla guida della Private Bank del gruppo e della sua strategia di fusioni e acquisizioni. La sua carriera era iniziata a Goldman Sachs a Londra. Ha una laurea in economia da Cambridge e un Mba dalla Harvard Business School.

Un Glass Ceiling che perdura

La nomina di Fraser, secondo gli ottimisti, rappresenta una incrinatura nel “glass ceiling”, quell'impenetrabile o quasi soffitto di cristallo che finora ha predominato nella finanza tarpando le carriere di donne come anche di dirigenti di colore. Ma se questa fessura si allargherà rimane tutto da dimostrare. Durante un'audizione della Commissione Servizi Finanziari della Camera con i sei Ceo della principali banche, alla richiesta di alzare la mano se ritenevano che la loro poltrona sarebbe stata ereditata da una donna o da un executive di colore nessuno, neppure Corbat, si era pronunciato. Il Glass ceiling è ancora molto diffuso in realtà in tutta la Corporate America, con solo 31 donne Ceo nelle grandi aziende a stelle e strisce che compongono l'indice S&P 500. Altre donne potrebbero tuttavia presto essere al centro di possibili e rivelatrici promozioni importanti nell'elite di Wall Street: tra i candidati alla successione del longevo Jamie Dimon a JP Morgan ci sono Marianne Lake e Jennifer Piepszak.

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