IL MARCHIO E IL FONDATORE

Citroën, dalla «Dea» all’ultimo concept: cento anni di innovazione e genialità

di Giulia Paganoni


default onloading pic

3' di lettura

«Creare sorrisi». André Citroën aveva le idee chiare su quello che avrebbe voluto per la sua azienda e i suoi dipendenti. Era il 1919. E a cent’anni di distanza il marchio francese vanta numeri di vendita davvero interessanti e modelli al passo con i tempi.

Un secolo fa il fondatore del “double chevron” era paragonato a Henry Ford per le innovazioni introdotte nella catena di montaggio, ma a questo non piaceva il paragone in quanto, secondo lui, ai dipendenti di Detroit mancava il sorriso a causa dei turni troppo massacranti. La sua idea era chiara: «Vorrei che noi arrivassimo a creare dappertutto dei sorrisi supplementari, in tutti i reparti, in tutti gli anelli della catena… Questa catena, necessità del nostro secolo, non la possiamo più cancellare, ma abbiamo il dovere di distruggerla con questa massa di sorrisi».

La sua passione per la meccanica diventò più viva nel 1900, quando André si recò in Polonia per una breve vacanza presso la sorella. Lì ebbe la possibilità di fare un giro nelle città attorno a Varsavia per visitare le aziende specializzate in meccanica di precisione e valutare le tecnologie in uso. Fu proprio in questa occasione che in un’azienda nella sperduta campagna polacca scoprì qualcosa che avrebbe profondamente segnato la sua vita: un nuovo tipo di ingranaggio, con i denti a cuspide, capace di moltiplicare la superficie d’appoggio tra i denti riducendo al contempo l’ingombro delle scatole destinate a contenerlo. Comprò subito il brevetto con l’idea di svilupparlo ed impiegarlo su scala mondiale.

Nel 1902 aprì la sua prima officina per la produzione di ingranaggi il cui stemma era quello che avrebbe contraddistinto ogni sua futura impresa: la sagoma stilizzata degli ingranaggi a cuspide, a forma di due “V” sovrapposte e rovesciate, ovvero il “double chevron”, definito dallo stesso André Citroën «due teste di freccia naturalmente puntate verso l’alto».

In seguito, Citroën si dedicò alla produzione di acciaio a taglio rapido, fondamentale per l’edilizia e le costruzioni navali, nel 1908 accettò la direzione di una celebre azienda automobilistica, quella dei fratelli Mors, specializzata in auto di lusso e da competizione. Grazie ai finanziamenti e alla riorganizzazione di André, la Mors passò da una produzione artigianale ad una industriale. Il conflitto bellico del 1914 interruppe la produzione che riprese solo al termine della Grande guerra con la prima Type A 10 HP, l’auto alla portata di molti, se non proprio di tutti, costruita in grande serie e pronta alla vendita. Era il 1919 e per il mercato automobilistico europeo, grazie ad André Citroën, iniziava l’era moderna.

Da quel 1919 sono passati ben 100 anni e al Salone di Ginevra 2019 Citroën ha festeggiato, nel suo stand, un secolo di audacia e di innovazione al servizio della libertà di movimento e di un’esperienza automobilistica popolare e conviviale, proprio come nello spirito di André Citroën.

Sono tanti i modelli straordinari di Citroën, ma tra le grandi auto innovative del marchio transalpino un posto d'onore spetta alla Traction Avant del 1934 e una delle più belle vetture della storia: la Ds, déesse (la dea, in francese) che nel 1955 offriva 4 freni a disco e sospensioni idropneumatiche.

L'auto del fututo secondo Citroën: ecco il protipo del centenario

L'auto del fututo secondo Citroën: ecco il protipo del centenario

Photogallery16 foto

Visualizza

Per il centenario, i tecnici francesi hanno progettato una show car molto curiosa. Si chiama Ami One concept e non è uno di quei concept futuristici ma una micro car elettrica due posti con 100 km di autonomia. I tecnici francesi hanno voluto realizzare un mezzo che fosse semplice e poco costoso. Da qui l’idea di costruire un’auto simmetrica. Un mezzo in grado di permettere una mobilità rapida, ecologica ed economica. Nonché a disposizione di un pubblico sempre più ampio grazie alla possibilità di utilizzo dai 16 anni in su, a seconda delle norme nazionali. Inoltre le formule di accesso che il marchio francese ha presentato sono al passo con i tempi: da 5 minuti a 5 anni con offerte di Free2Move e Citroën Rent&Smile. Una grande idea, quella di Citroën, destinata a cambiare anche il futuro della mobilità. In questo ambito, il marchio del double chevron ha da poco svelato il prototipo 19_19 che prefigura le tendenze tecniche e stilistiche della casa.

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...