Prova su strada

Citroën ë-C4, l’automobile media scopre la sostenibilità

La nuova francese

3' di lettura

Avranno un futuro le berline di medie dimensioni che devono vedersela con la serrata concorrenza dei suv-crossover? Alla Citroën (gruppo Stellantis) sono pronti ad accettare la sfida con la nuova C4 e il semplice segreto che si porta al seguito: alzare di poco la carrozzeria da terra abbinando nel contempo una linea vagamente sportiveggiante quasi da coupé.

Insomma, una berlina crossover pronta ad offrire il meglio di una doppia soluzione soprattutto se è abbinata dal powertrain elettrico che la C4, battezzat ë-C4 ,offre in alternativa ai classici motori termici a benzina o diesel. A cui si aggiunge un assorbimento super curato grazie agli smorzatori idraulici progressivi degli ammortizzatori, che s’ispirano alle iconiche sospensioni idropneumatiche del brand francese e i sedili morbidi, ma non cedevoli che sostengono bene il corpo senza affaticare troppo nei viaggi lunghi.

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Il cuore della e-C4 è il motore elettrico da 136 cv, alimentato da un pacco batteria da 50 kWh che è accreditato di un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 9,7 secondi per un totale di 350 km di autonomia nel ciclo Wltp. Interessante è notare che tra elettrico e termico non cambiano le misure nè dell’abitacolo nè del bagagliaio. La piattaforma è la Cmp Multienergy, utilizzata dal gruppo Psa (ora Stellantis) per numerosi modelli cisponibili sia in versione termica sia in elettrica come le peugeot 2008 e 2008, Opel Corsa e Mokka e D3S3 Crossback.

Viaggiare a zero emissioni, inoltre, è sempre piacevole specie se accompagnati da un abitacolo ben fatto come quello della ë-C4 esente da rumori di fondo o da fastidiosi scricchiolii.

In base alle necessità, poi, ci sono tre diverse modalità di guida: Normal, Eco e Sport che si possono impostare, attraverso un tasto vicino al selettore del cambio. A cui si aggiunge un freno motore vigoroso utile per il recupero dell’energia anche in marcia. La strumentazione digitale offre un piccolo contagiri a tiro di chi guida con le principali informazioni che sono però ben visibili.

Una scelta voluta dalla casa del Double chevron tende a fare spostare l’attenzione più sull’head-up display a colori. Pochi effetti speciali, invece, alla voce materiali. C’è plastica, ma di buona qualità: più morbida per la parte alta, più rigida in basso e per qualche dettaglio anche sulle porte. Le finiture in piano black e una trama speciale per la plancia fanno il resto. Venendo al confort entrano in gioco i sedili che, attraverso schiume a diversa densità sostengono molto bene sia schiena che gambe. In questo caso non si una prima assoluta di Citroën che già lo utilizzo su altri modelli in gamma, ma che debuttano sulla nuova media C4.

La seduta più alta rispetto a quella delle classiche due volumi consente una migliore visibilità sulla strada. L’abitacolo, poi, è ampio e molto luminoso grazie al grande tetto di vetro e offre una buona visuale in quasi tutte le direzioni. Il lunotto tagliato in due da uno spoiler limita un pò la visuale come del resto succedeva per la C4 del 2004 costringe ad affidarsi nelle manovre alla retrocamera che però fa parte della dotazione di serie della e-C4. E veniamo ai prezzi compresi fra 35 mila ad oltre 37 mila euro, incentivi esclusi, per una berlina, la Citroën e-C4 ,di sostanza e sostenibilità.

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