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Citroën gioca la carta del rinnovamento

di Corradi Canali

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La Citroën C4 Cactus cambia stile e abbandona i discussi paracolpi «Airbump»


3' di lettura

Moderni, innovativi e pieni di energia. Questi sono i capisaldi della strategia della “nuova” Citroën, quella immaginata da Linda Jackson, la lady di origini inglese che guida lo storico brand francese. E’ lei che si occupa degli obiettivi e dei conti, ma è sempre lei che una volta al mese fa tappa in Cina, ormai il mercato più importante per Citroën.

Jackson ripete fino allo sfinimento la sua filosofia «Dobbiamo essere moderni e trovare sempre idee nuove, innovativi per attrarre i clienti più giovani e cercare di tenerli con noi negli anni e pieni di energia nel senso di far divertire le persone che comprano una vettura Citroën».

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I lanci più recenti sembrano darle ragione visto che la nuova C3 prima, ma anche l’ultima arrivata la C3 Aircross hanno trovare i favori del pubblico.

Ma una sfida delicata attende il brand: è il rilancio della C4 Cactus, il modello più discusso di Citroën anche se c’è chi sostiene che sarebbe piaciuto al fondatore Andrè Citroën. Di sicuro le aspettative all’inizio era più incoraggianti e dunque i vertice del double chevron hanno deciso di rompere gli indugi e riproporre la Cactus non più come il più originale, forse, dei crossover in circolazione, ma come una berlina molto meno understatement di prima. Il risultato estetico è migliore, ma bisognerà convincere i precedenti acquirenti che il restyling non è stata una bocciatura vera e propria. Se no saranno dolori. Alla Citroën sono convinti che la nuova Cactus alla fine sarà più apprezzata come berlina piuttosto che come il crossover di prima. Altro importante evento che attende la casa francese per quest’anno è il lancio del Suv di medie dimensioni il C5 Aircross, già disponibile in Cina da più di un anno con un discreto successo.

Senza poi dimenticare che il 2018 segna anche il rinnovo di un modello strategico per Citroën, il Berlingo che a suo modo ha contribuito al successo dei cosiddetti multispazio, una sorta di monovolumi meno ambiti solo perchè derivati o con forti condivisioni con le versioni da lavoro. Ma fra gli argomenti forti della futura strategia di Citroën c’è il confort. Senza scomodare per ora quelle sospensioni che tanto credito in passato hanno garantito al marchio in fatto di stabilità, ma anche di piacere di guida, oggi però improponibili per un marchio generalista che deve fare sempre quadrare i conti. E allora spazio alla fantasia che come è noto costa poco o niente. Ne sono uscite tre soluzioni che secondo Citroën fanno la differenza, provare per credere. La prima delle tre è l’imbottitura dei sedili. Come? Con reti di fili metallici più numerosi e più sottili dei precedenti, oltre all’impiego di schiume in lattice simili a quelle dei materassi, rendono più aderente ed omogenea l’area di contatto fra il corpo e la poltrona. Inoltre, un ulteriore e sottile strato di imbottitura sotto il rivestimento tessile della poltrona trasmette la piacevole sensazione di maggior morbidezza, come se ci si stesse accomodando su un divano.

Seconda soluzione è dedicata all’assorbimento delle sconnessioni del terreno che spetta a molle ed ammortizzatori. Come hanno risolto il problema i tecnici Citroën? Con un ammortizzatore nell’ammortizzatore che, comprimendosi ed estendendosi, rende più dolce e progressiva la fase di fine corsa. Si ottiene così una risposta più confortevole sullo sconnesso, ma in maniera più semplice e meno costosa rispetto all’adozione di sospensioni a controllo elettronico o ad aria. La terza innovazione riguarda la scocca. Di solito, per irrigidirla si aumenta lo spessore dell’acciaio, ma ciò comporta un aggravio di peso che finirebbe con penalizzare sia le prestazioni che i consumi. Alla Citroën hanno calcolato che un irrobustimento del 20% della struttura, ad esempio,della C4 Cactus la appesantirebbe del 13%: per evitare quest’effetto, si è fatto ricorso a colle innovative che, alternate ai punti di saldatura nelle giunzioni fra i lamierati della scocca, permettono di ottenere quel 20%, mantenendo inalterato il peso.

Ma veniamo al “nodo” elettrificazione. Come parte del Gruppo Psa anche Citroën conta di tagliare il traguardo fissato per il 2020 con in gamma un modello elettrificato per ogni famiglia di vetture. Il primo a debuttare sarà il sistema ibrido e ibrido plug-in. Il primo ibrido equipaggerà il suv C5 Aircross che arriverà nella variante ibrida entro l’anno prossimo. Infine l’addio al diesel di scottante attualità specie per un brand generalista. Basti pensare che solo 6 anni fa le vendite di diesel rappresentavano per Citroën circa il 70% della globalità. Oggi il dato è sceso sotto al 50%. Le soluzioni di Citroën sono le giuste infrastrutture e l’elettrificazione della gamma.

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