All'aperto

Città all'amo: lo street fishing è l'evoluzione 4.0 della pesca. Ecco dove praticarlo

Ridare slancio allo sport urbano. Da praticare a km zero, fra le vie del centro, con il sistema catch & release, rispettoso dell'ambiente.

di Camilla Colombo

Dennis Erbil del team FREESTYLE mentre pesca nei canali del porto di Amburgo.

3' di lettura

È una novità, ma è anche il ritorno alle origini di un'attività che molti adulti hanno visto praticare in famiglia o che hanno praticato essi stessi da piccoli insieme al nonno o allo zio. Lo street fishing - per chi preferisce l'italiano, la pesca urbana -, più che una specifica tecnica, è un modo di vivere uno sport che, dalla visione tradizionale e un po' datata del pensionato sulle rive del lago, si sta avvicinando ai ritmi frenetici delle città metropolitane. Si può esercitare sia alla vecchia maniera, con l'eleganza e la precisione della pesca a mosca, sia con l'immediatezza e l'agilità della canna spinning, purché rimanga all'interno del contesto urbano, quindi fra le vie di città affacciate su fiumi, canali o laghi. L'elemento principale che differenzia lo street fishing dalla pesca tradizionale è il tempo o, meglio, la mancanza di tempo, che spinge a riscoprire luoghi vicino casa per poter praticare la propria passione anche durante la pausa pranzo o dopo il lavoro.

Mi aiuta ad addentrarmi in questo mondo Francesco Moni, toscano, del gruppo Street Fishing Italia . «Quando nel 2013 abbiamo dato vita al nostro blog, prendendo a modello quanto già accadeva in alcune città europee, ci siamo resi conto che l'interesse non mancava, anche da parte dei giovani, attratti dal termine anglosassone che dava appeal a un concetto apparentemente noioso. La crescita che abbiamo registrato è esponenziale. Praticare street fishing significa vivere la pesca in maniera dinamica», spiega Moni. «Basta avere una canna, un marsupio e quattro esche che possono essere naturali, come quelle che usavano i nonni con la canna fissa e il galleggiante, o artificiali, pesciolini finti, esche metalliche ad esempio, oppure la classica pesca a mosca».

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Sebbene rimanga una disciplina essenzialmente maschile, la fascia di età si è allargata, ma è soprattutto lo stereotipo del pescatore a essere cambiato. Il pescatore urbano veste casual, con jeans, maglietta e cappello con visiera, non sta fermo sulla seggiola portatile ad aspettare, ma pesca in maniera dinamica, facendo due passi in città, fermandosi a mangiare un panino o un gelato o a fare l'aperitivo. «Non c'è una canna specifica o una tecnica ideale per fare street fishing», chiarisce Moni. «Si può praticare in diversi modi. La pesca spinning è la più diffusa, per motivi di praticità, perché la canna è corta, fatta con un mulinello semplice rotante, alla portata di tutti. La pesca a mosca, invece, rappresenta il livello massimo di esperienza per un pescatore perché è necessaria un'attenta osservazione della realtà e del volo degli insetti per saper riprodurre artificialmente ciò che accade in natura, ovvero l'insetto che si posa e muove sull'acqua e spinge il pesce ad abboccare».

A dare il via a questo nuovo trend è stato l'autore, appassionato pescatore e restauratore fluviale, Theo Pike che, dalle rive del Tamigi, ha indicato i 50 luoghi nel Regno Unito dove è possibile pescare trote, a poca distanza dai centri urbani. Il libro s’intitola Trout in Dirty Places. Da Londra a Milano, alle toscane Firenze, Prato, Lucca, lo street fishing si è dimostrato un'attività sostenibile, praticamente a km zero, adatta ai tempi di restrizioni da pandemia - «anche se ci sono appassionati che si fanno 300 km pur di pescare in un determinato spot una determinata preda», commenta Moni. Spesso questo sport è praticato con la formula catch & release, ovvero cattura e rilascio della preda, sia perché il pesce pescato non è pregiato sia perché il premio è il momento della cattura, immortalato da una foto. Le prede sono per lo più luccio perca, carpe, persici. A Treviso, dove Street Fishing Italia organizza l'edizione estiva dei due eventi annuali per aggiudicarsi il titolo italiano, si possono pescare anche le trote che popolano il Sile.

L'altro appuntamento, invernale, si tiene ad Adria, lungo il Canal Bianco. In entrambe le competizioni, dove ogni partecipante viene dotato di un metro, vince chi ottiene il punteggio più alto sommando i centimetri di lunghezza dei pesci pescati. Tutte le città europee con corsi d'acqua possono essere scenari adatti alla pesca urbana, anche se i più ambiti sono i canali olandesi, soprattutto ad Amsterdam e Rotterdam. A inizio giugno, a Metz, una città francese non distante dal confine tedesco, lussemburghese e belga, si è tenuta la settima edizione della competizione World Street Fishing, una due giorni, sessione notturna compresa, aperta a 180 partecipanti. «Nelle gare che organizziamo, abbiamo anche appassionati dalla Romania, dall'Ungheria, dalla Russia e dall'Olanda. Si sta spargendo la voce che l'Italia in questo settore ha molto da offrire. Probabilmente ha contribuito anche il miglioramento delle condizioni dei canali, la sensibilizzazione delle amministrazioni sul tema, la tutela e la salvaguardia degli spot da parte dei pescatori», conclude Moni.

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