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Città più verdi: il “bosco urbano” di Modena, più alberi che abitanti

di Giacomo Bagnasco


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(Marka)

3' di lettura

Una città piena di alberi, Modena; il solito e ovvio dominio di Venezia per le isole pedonali; un nuovo indicatore, da inserire gradualmente, per valutare l'efficace utilizzo del suolo. A queste voci sull'ambiente urbano, che totalizzano un 13% di importanza sul totale dei risultati dell'indagine di Legambiente, aggiungiamo - per il capitolo energia - il ricorso al solare e al fotovoltaico sugli edifici pubblici, che ha un peso del 5 per cento. È uno degli aspetti indagati dalla 25esima edizione di Ecosistema urbano di Legambiente, qui la mappa interattiva e tutte le classifiche.

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Gli alberi in città hanno ricevuto una “spinta” notevole dalla legge 10/2013. La normativa per lo sviluppo degli spazi verdi urbani prevede tra l'altro che tutti i Comuni sopra i 15mila abitanti si dotino di un catasto degli alberi e piantino un nuovo albero per ogni bambino nato o adottato. Rispetto all'annata precedente il dato positivo è costituito dal +10% di amministrazioni che sono state in grado di fornire un bilancio in materia. Il valore medio è invariato, attorno ai 18 alberi ogni 100 abitanti, ma si allarga la forbice tra le situazioni insoddisfacenti (passano da 12 a 16 i comuni con meno di 10 alberi per 100 residenti) e il vertice della classifica. Dove Modena supera addirittura quota 100, collocandosi a 108 e lasciando molto indietro Brescia e Arezzo, seconda e terza classificata rispettivamente con 64 e 40 alberi su 100 cittadini.

Alessandra Filippi, assessora all'Ambiente del Comune di Modena, sottolinea anche i meriti dei suoi concittadini: “Effettivamente - spiega - possediamo un grande patrimonio di alberi e di verde, che il Comune avrebbe difficoltà a gestire da solo sotto l'aspetto economico-finanziario. Dobbiamo ringraziare i numerosi volontari che, in particolare, si prendono cura di alcuni parchi gestendoli interamente. La loro opera ci dà una ulteriore motivazione a piantare nuovi alberi, proseguendo contemporaneamente nella manutenzione di quelli esistenti. L'insieme degli interventi messi in atto serve a mitigare gli effetti delle polveri sottili, una criticità per le città di pianura come la nostra”.

Un riscontro moderatamente positivo viene dalle isole pedonali. Stazionarie tra il 2014 e il 2016, sono tornate a crescere (del 4,5%) nel 2017 e le località che superano il metro quadrato per abitante sono salite da sette a nove. Con la sua conformazione unica Venezia non può che stravincere, vantando 4,68 mq. Alle sue spalle confermano il dato favorevole Verbania, prima delle città “normali” con 1,72, Terni, Lucca, Cremona, Firenze e Pescara, a cui ora si aggiungono Rimini e Cosenza. Anche con questo balzo in avanti (da 0,20 a 1,05) la città calabrese giustifica la scalata fino al quinto posto della classifica generale. In coda 12 centri non raggiungono quota 0,10 e altri sette non sono stati in grado di comunicare il dato.

Per l'uso efficiente del suolo l'indicatore tiene conto di due aspetti: da un lato il grado di urbanizzazione del territorio amministrativo del comune in rapporto alla popolazione residente, dall'altro il trend di variazione recente “traguardata” all'ultimo anno per il quale sono disponibili i dati Ispra. Non è agevole, osservano gli stessi responsabili dell'indagine, creare un confronto coerente fra territori amministrativi molto differenti per estensione, anche a livello di metropoli. Basti pensare che Roma ha una superficie amministrativa 10 volte superiore a quella di Milano o di Napoli. Ad ogni modo, sulla base di un indice che considera i due aspetti citati, città “verticali” come Genova, Napoli e Palermo si piazzano in testa.

Per gli edifici pubblici sostenibili, infine, spiccano come in passato le performance di Padova, Pesaro e Verona, tutte oltre il valore di 25 kiloWatt ogni mille abitanti in termine di potenza prodotta da impianti solari (termici e fotovoltaici) realizzati su costruzioni di proprietà comunale. Il valore medio è stabile a 5 kW e sono sette le città ancora ferme a zero.

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