Alla Camera

Cittadinanza, la commissione adotta il testo base sullo «ius scholae»

Riconoscimento della cittadinanza ai minori di origine straniera che abbiano frequentato regolarmente un ciclo scolastico per almeno 5 anni. Sì anche da Forza Italia

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2' di lettura

La commissione Affari costituzionali della Camera ha adottato come testo base sulla riforma della cittadinanza il testo del relatore Giuseppe Brescia (M5s) che introduce lo ius scholae. A favore del testo Brescia si sono espressi M5s, il centrosinistra e Forza Italia, contro Lega e Fdi, mentre Coraggio Italia si è astenuta. «Sono state delle dichiarazioni di voto molto belle - ha detto al termine della seduta Brescia, che oltre ad essere il relatore è il presidente della Commissione - perché in qualche modo sono stati anticipati i temi degli emendamenti: c’è chi vuole di più, chi di meno, io come relatore mi sono tenuto su una linea mediana».

Cittadinanza legata al ciclo scolastico

Il testo prevede che possa acquistare su richiesta (dei genitori) la cittadinanza italiana il minore straniero nato in Italia che abbia risieduto legalmente in Italia e abbia frequentato regolarmente, per almeno 5 anni, uno o più cicli scolastici. Questo percorso è aperto anche al minore non nato in Italia purché abbia meno di 12 anni.

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Brescia: tema né di destra, né di sinistra

«Si tratta solo di un primo passo di un percorso che vogliamo concludere entro questa legislatura. Il voto favorevole di Forza Italia dimostra che questa questione non è di destra o di sinistra, ma di libertà e civiltà. Nella prossima settimana in ufficio di presidenza definiremo il termine per la presentazione degli emendamenti» ha annunciato Brescia. «Abbiamo bisogno di un dibattito normale in commissione - prosegue - e per questo ho presentato un testo molto semplice. Non c’è nessuno ius soli in discussione. Con il modello dello ius scholae diritti e doveri camminano insieme. Chi aspetta questa legge non merita uno show pre-elettorale», aggiunge Brescia.

Fdi: no alla «cittadinanza facile»

«Non siamo davanti ad uno “ius scholae” ma ad uno “ius insufficientiae”» attacca Fratelli d’Italia con Augusta Montaruli ed Emanuele Prisco, deputati in commissione Affari costituzionali. «Basteranno, infatti, cinque anni di uno o più cicli scolastici senza alcun risultato conseguito per essere italiani. Questo non solo va contro ogni regola di integrazione e di inclusione ma significa dare il via libera alla distribuzione della cittadinanza, nelle ore di ricreazione che conteranno molto più dell’effettivo rendimento scolastico. Non possiamo ammettere scorciatoie quando si tratta di temi delicati come l’acquisizione della cittadinanza e soprattutto vi è un coinvolgimento dei minori. L’Italia sul conferimento delle cittadinanze è già un modello e ogni ulteriore invenzione risulta fuori ogni regola di buon senso».

Gasparri (Fi): leggi propaganda non arriveranno al traguardo

«Non credo che le norme sulla cittadinanza saranno modificate nel corso di questa legislatura e neanche in futuro. In ogni caso, quali che saranno le decisioni che dovesse assumere la Camera, sono certo che al Senato modifiche alla legge sulla cittadinanza non passerebbero mai» è la previsione del senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. «La mia opinione personale poi è ovviamente di assoluta contrarietà a scelte che incoraggerebbero ancora di più l’immigrazione verso l’Italia. Il nostro Paese - aggiunge Gasparri - ha già dato molto e non ha bisogno di leggi propaganda in materia di cittadinanza. In ogni caso è evidente che queste proposte difficilmente arriveranno al traguardo».

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