ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’indiscrezione dei media brasiliani

Cittadinanza italiana a Bolsonaro? Ecco cosa potrebbe accadere

Il ministro degli Esteri Tajani: «l’ex presidente non ha mai chiesto la cittadinanza italiana»

di Andrea Carli

Brasilia, l'assalto dei sostenitori di Bolsonaro al Parlamento

4' di lettura

Per ora è un’ipotesi, peraltro smentita dal ministero degli Affari esteri italiano. Ma è un’ipotesi che nelle ultime ore è comunque circolata. Una volta tirata fuori dal sito di informazione Istoé e dal quotidiano O Globo è rimbalzata tra i siti e i giornali di tutto il mondo: l’ex presidente del Brasile Jair Messias Bolsonaro, allo stato attuale ricoverato in un ospedale di Orlando, negli Stati Uniti per «forti dolori addominali», potrebbe aver avviato presso l’Ambasciata d’Italia a Brasilia la procedura per ottenere la cittadinanza italiana. Una soluzione che, sostengono i media verdeoro, l’ex presidente avrebbe concepito per mettersi al riparo da una eventuale richiesta di estradizione avanzata dal suo Paese d’origine.

Passaporto diplomatico scaduto

L’ex leader di destra è arrivato in Florida il 30 dicembre, due giorni prima dell’insediamento del suo successore, Luiz Inácio Lula da Silva, al quale non ha voluto consegnare la fascia presidenziale. L’ingresso in suolo americano è stato effettuato con un passaporto diplomatico, che risulta scaduto dal 1 gennaio, ha riferito alla stampa un portavoce del governo Usa. Ora Bolsonaro per rimanere nel Paese dovrà rivolgersi alle autorità di immigrazione per modificare il tipo di visto, è stato precisato.

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L’attacco alle istituzioni democratiche

Il contesto di riferimento è quello dell’assalto che domenica 8 gennaio migliaia di sostenitori di Bolsonaro hanno promosso contro i palazzi delle massime istituzioni dello Stato a Brasilia (congresso, palazzo presidenziale di Planalto e Corte suprema). Un attacco «vandalo e fascista» contro le istituzioni democratiche, ha sottolineato il presidente in carica Lula, il quale ha assicurato che i «terroristi» saranno «puniti in modo esemplare». Un assalto che ha fatto tornare alla mente quanto accaduto il 6 gennaio di due anni fa a Capitol Hill a Washington.

Bolsonaro tenta di smarcarsi

Sebbene l’ex capitano dell’esercito, uscito sconfitto dalle elezioni del 31 ottobre, abbia cercato di smarcarsi dagli episodi di vandalismo e violenza, i ripetuti attacchi verbali contro il sistema elettorale e la magistratura, divenuti una costante dei suoi quattro anni di governo, hanno quantomeno ispirato l’azione di frange estremiste, fanno notare molti osservatori. Di qui la necessità di “portarsi avanti”, e di trovare un modo per evitare l’estradizione in Brasile.

La carta degli antenati veneti e toscani

E qui entrerebbe in gioco l’Italia. Ricorrendo agli antenati veneti e toscani di Lucca, emigrati nell’Ottocento in Brasile, l’ex presidente potrebbe cercare di ottenere la cittadinanza italiana iure sanguinis. Secondo la stampa verdeoro, Bolsonaro avrebbe deciso di seguire l’esempio di due dei suoi cinque figli, che avrebbero fatto già richiesta alla cancelleria consolare dell’ambasciata d’Italia a Brasilia per vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana. Una volta arrivato in Italia, Bolsonaro non potrebbe essere estradato in Brasile perché tra l’Italia e il Paese sudamericano non c’è allo stato attuale un accordo bilaterale per l’estradizione. Ad Anguillara Veneta, comune in provincia di Padova che Bolsonaro ha visitato nel novembre del 2021 e del quale ha ottenuto la cittadinanza onoraria, non sarebbe arrivata nessuna richiesta formale da parte della famiglia dell’ex presidente.

Tajani, Bolsonaro non ha chiesto la cittadinanza italiana

In un’intervento a a Radio anch’io il responsabile della Farnesina Antonio Tajani ha chiarito che «l’ex presidente del Brasile Jair Bolsonaro non ha mai chiesto la cittadinanza italiana, poi ci sono delle leggi. Ci sono persone che hanno diritto a chiederla, ma lui non l’ha richiesta», ha aggiunto.

Cannizzaro: nel trattato di estradizione tra Italia e Brasile c’è il limite del reato politico

Ma l’acquisizione da parte di Bolsonaro della cittadinanza italiana gli garantirebbe una copertura, uno “scudo” nei confronti di una richiesta di estradizione nel caso in cui venisse avanzata dal Brasile? «Tra Italia e Brasile è in vigore un trattato di estradizione, sottoscritto nel 1989 - ricorda Enzo Cannizzaro, ordinario di diritto internazionale e dell’Unione europea nell'Università Sapienza di Roma -. Uno dei limiti all'estradizione è tuttavia il reato politico. Bolsonaro potrebbe appellarsi a questo limite. La nozione di reato politico è molto vaga, ma non si può escludere che i reati eventualmente contestati dalla magistratura brasiliana all’ex presidente siano di natura politica. Un ulteriore limite all’estradizione potrebbe venire dall’eventuale acquisto da parte di Bolsonaro della cittadinanza italiana. Secondo la legge italiana, i discendenti di cittadini italiani possono acquistarla con una certa facilità. Nel trattato di estradizione fra i due Paesi si indica che l’Italia può estradare il cittadino, non che debba farlo. La stessa Costituzione prevede il divieto di estradare un cittadino a meno che non siano le convenzioni internazionali a imporre l'estradizione. Bolsonaro potrebbe però essere perseguito dalla giustizia italiana». Ma questo è un altro scenario.

Castellaneta: ecco le condizioni perché la ottenga

Infine, un’ultima questione: al di là che lui l’abbia già chiesta o che lo faccia nei prossimi giorni, quali sono per Bolsonaro i margini per ottenere la cittadinanza italiana? Risponde Marina Castellaneta, docente di diritto internazionale presso l’università degli Studi di Bari Aldo Moro: «Dal quadro legislativo Bolsonaro potrebbe richiedere la cittadinanza in presenza di ascendenti cittadini italiani che non abbiano rinunciato alla cittadinanza italiana o che non si trovino in una situazione per la quale la legge italiana preclude la concessione - spiega -. In ogni caso l’iter è lungo perché c’è bisogno di accertamenti tecnici per analizzare la catena di trasmissione (certo in alcuni casi per i calciatori è stato rapido). Allo stato non mi pare che ci sia un’indagine nei confronti di Bolsonaro, che dovrebbe essere avviata dall’autorità giudiziaria e non dall’attuale presidente Lula».

La condanna di Meloni dei fatti di Brasilia

In occasione del recente incontro che hanno avuto a Palazzo Chigi, la premier Giorgia Meloni e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno condiviso la condanna per le violenze in Brasile e la solidarietà per le istituzioni “democratiche” del Paese. Una condanna netta nei confronti del tentativo promosso dai sostenitori di Bolsonaro. Nessun commento sui fatti di Brasilia è invece giunto, rimanendo alla compagine di centrodestra, dal leader della Lega Matteo Salvini.

L’interrogazione urgente

La sola ipotesi che Bolsonaro possa aver richiesto la cittadinanza italiana ha invece convinto Angelo Bonelli co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi Sinistra, a presentare un’interrogazione urgente al ministro degli Esteri sulla base delle notizie del settimanale Istoè secondo cui «tutta la famiglia Bolsonaro intende ottenere il prima possibile il rilascio della cittadinanza italiana presso l’Ambasciata d’Italia a Brasilia e venire in Italia il prima possibile». Insomma, i fatti di Brasilia hanno e avranno avranno strascichi anche in Italia.

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