real estate

Citylife, arriva il quarto edificio che affiancherà le torri

La scelta è ricaduta sullo studio Big che ha disegnato due volumi iconici con portico e colonnato

di Paola Dezza


Il mattone italiano piace ancora agli stranieri

2' di lettura

Un quarto edificio iconico e altri 102 appartamenti di alto livello sono ai nastri di partenza per il completamento di Citylife, ultima fase del progetto iniziato nel 2004 a Milano. È lontana oggi la crisi immobiliare con cui nel passato l’iniziativa, oggi interamente di Generali assicurazioni, ha dovuto fare i conti. Ma oggi il vento è cambiato, soprattutto a Milano.

Alle spalle delle due palazzine liberty degli anni Venti, antica porta di ingresso della Fiera campionaria, sorgeranno quindi due unità collegate da un porticato che sembra sorreggere la base di una sfera immaginaria, mentre un sottile colonnato si affaccerà sulle tre torri, fino a oggi cuore del complesso.
Generali ha scelto quindi di non affiancare una quarta torre simile agli edifici esistenti disegnati da Arata Isozaki, oggi occupato dagli uffici di Allianz, da Zaha Hadid (la torre che ospita Generali) e all’edificio di Daniel Libeskind, che si prepara ad accogliere Pwc. Ma l’edificio più alto del nuovo progetto sarà comunque superiore a cento metri di altezza.
A vincere il bando di gara lanciato dal gruppo assicurativo di Trieste è stato lo studio danese Big- Bjarke Ingels group, sbaragliando la concorrenza di altri cinque candidati.
«Abbiamo scelto questo progetto perché incarna il futuro – ha detto Aldo Mazzocco, amministratore delegato di Generali real estate –. Vogliamo che sia un edificio iconico, che rappresenti il momento che viviamo, in cui si parla sempre più di smart working e di coworking, e possa restare nel tempo come valido esempio di architettura e di arte».
Parte dunque la fase di completamento del quartiere con un investimento di ben oltre cento milioni di euro che permetterà di realizzare un grande portale di accesso a CityLife lungo l’asse Domodossola.
«Fare una quarta torre come quelle esistenti non aveva senso visto che la piazza si chiama Tre torri» scherza l’architetto Bjarke Ingels, autore del disegno, che ha sottolineato un legame più che decennale con Milano.
Il nuovo building si svilupperà su una superficie di 53.500metri quadri, per una lunghezza di oltre 200 metri e ospiterà uffici. Non sono previste superfici commerciali di rilievo, mentre non è stata accantonata l’ipotesi che il più piccolo dei due edifici possa essere un hotel. I lavori partiranno a fine 2020 per essere completati entro giugno del 2023. L’obiettivo è di affittare il nuovo complesso a un unico tenant, al massimo a due conduttori.
Partirà anche la costruzione dell'ultimo lotto residenziale su via Spinola, altri 102 appartamenti da mettere sul mercato. Con la nuova parte residenziale si arriverà a un totale di 638 residenze nell’ambito di ben 366mila mq di superficie complessiva, con 173mila mq di parco pubblico.
«Con CityLife ci siamo posti un obiettivo ambizioso che pensiamo di aver raggiunto, quello di rigenerare e riqualificare l’area della Fiera di Milano che abbiamo restituito integralmente alla città in una forma completamente rinnovata e fruibile da tutti» dice Armando Borghi, ad di CityLife.

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