BANCHE

CiviBank sbarca a Verona «La relazione col cliente è la nostra bandiera»

La presidente Del Piero: in questo momento stiamo privilegiando partnership al posto delle aggregazioni per creare sinergie sul fronte dei costi

di Paolo Paronetto

Sul territorio. La novestrale ha chiuso molto bene e ha dato le soddisfazioni che si aspettavano i vertici secondo i quali sarà così anche la chiusura dell'anno

3' di lettura

Occupare gli spazi lasciati liberi dai big proiettati su scala nazionale, sfruttando allo stesso tempo le sinergie garantite da partnership per tenere sotto controllo i costi.

È la terza via bancaria di cui CiviBank tiene alta la bandiera, anche dopo la trasformazione in Spa e Società Benefit e la chiusura dell’aumento di capitale da 50 milioni: «Siamo la classica banca di medie dimensioni - rivendica la presidente Michela Del Piero -, ci collochiamo in un segmento che al momento non è presidiato». Dimostrazione plastica di questa evoluzione è la decisione di sbarcare a Verona, dove è prevista l’apertura di una filiale nell’ambito del processo di crescita previsto dal piano industriale. «Ora che il Banco Popolare è diventato molto milanese credo ci sia spazio anche per noi», sottolinea Del Piero, che nota come anche l’acquisizione di FriulAdria da parte di Credit Agricole Italia «per noi è un assist». «Tutto il Veneto era coperto dalle ex Popolari e gran parte di quello spazio è rimasto libero» e CiviBank deve «essere capace di individuare la parte buona la tipologia di cliente che ha ancora piacere di avere una relazione con la banca o che si affida a diverse banche», occupando «una nicchia che oggi è lasciata un po’ vuota». Allo stesso tempo, nota Del Piero, «la dimensioni in determinati campi è importante», soprattutto per realizzare sinergie sul fronte dei costi, ma «questa dimensione, in questa fase, può essere raggiunta anche non con un’aggregazione ma con una partnership». Il riferimento è all’alleanza con Sparkasse, la Cassa di Risparmio di Bolzano, socio al 17% che in futuro potrebbe vedere di buon occhio una fusione amichevole. «Sicuramente oggi mantenere CiviBank indipendente è un valore aggiunto per tutti, per la banca e per le imprese», precisa Del Piero, che ricorda come molti soci istituzionali, persone fisiche e aziende abbiano partecipato alla ricapitalizzazione proprio con questo obiettivo. In ogni caso, spiega, Sparkasse «dal punto di vista territoriale è perfetta, perché è contiguo ma non si sovrappone»: «Non ci diamo fastidio da nessuna parte e potremo fare progettualità insieme», chiarisce. «Questo al momento sarebbe già un ottimo risultato e facendo massa tra di noi possiamo creare quel gruppo del Nord Est, pur senza combinazione societaria, che può dare una risposta adeguata alle esigenze delle imprese: in questa fase la vedo così», chiarisce. Nel frattempo, l’aumento di capitale ha fornito all’istituto le munizioni necessarie per sostenere le ambizioni di crescita. «Abbiamo ottenuto la dotazione di capitale che riteniamo congrua con gli obiettivi del piano strategico, ora dobbiamo “solo” attuarlo – spiega Del Piero -. La crescita ci attende, sia la crescita fisica in termini di filiali», con aperture previste, oltre che in Veneto, anche in Trentino Alto Adige e in Emilia Romagna, «sia in termini di masse, soprattutto con un aumento delle risorse a disposizione di famiglie e imprese».

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Un trend di espansione confermato anche dai dati del terzo trimestre, in cui la banca ha erogato complessivamente 170 milioni di nuovi finanziamenti, di cui 102 a piccole e medie imprese e 68 alle famiglie. Nei primi nove mesi dell’anno la crescita dei finanziamenti è del 19,3% rispetto allo stesso periodo del 2020, con un +4,8% per quelli alle imprese e addirittura il +60,5% per quelli alle famiglie. «Finalmente» dopo mesi dedicati alle operazioni straordinarie realizzate, «possiamo cominciare a lavorare», chiosa ironicamente Del Piero. «Per fortuna tutti i presidi che avevamo messo in atto» contro l’impatto della pandemia «erano corretti, la novestrale ha chiuso molto bene e ci ha dato le soddisfazioni che ci aspettavamo e così sarà anche la chiusura dell’anno», annuncia. Tra gli asset su cui fare leva c’è sicuramente un territorio «bellissimo», fatto di «aziende sane e vivaci che hanno saputo affrontare anche la pandemia in maniera proattiva e sono riuscite ad avere in questi anni bilanci di tutto rispetto». Tanto più che CiviBank non prevede impatti negativi dalle moratorie («Non notiamo in questa fase delle particolari difficoltà dovute all’uscita dal momento critico dell'’mergenza sanitaria») e si considera «un benchmark in termini di rientri». L’istituto si prepara quindi anche alla sfida del Pnrr, che sul territorio ha come «elemento di particolare attenzione il Porto di Trieste»: proprio per questo l’istituto nelle ultime settimane ha inaugurato nella zona del polo logistico-portuale una nuova filiale corporate, che ha «come destinazione principale tutta l’industria triestina che verte sul porto», mettendo le proprie risorse a disposizione come «moltiplicatore» degli investimenti delle imprese.

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