fiere digitali

Claudio Marenzi presenta Pitti Connect e promette: «Torneranno presto gli stand fisici»

La piattaforma unifica le manifestazioni dedicate a uomo, abbigliamento junior e filati - Per il 2020 si stima un calo tra il 25 e il 35% del fatturato per le aziende del comparto maschile

di Silvia Pieraccini

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La piattaforma unifica le manifestazioni dedicate a uomo, abbigliamento junior e filati - Per il 2020 si stima un calo tra il 25 e il 35% del fatturato per le aziende del comparto maschile


2' di lettura

Le fiere della moda? «Chiuso questo intervallo tragico, torneranno ad essere fatte in forma fisica», annuncia Claudio Marenzi, presidente di Pitti Immagine presentando via web, con tutti i vertici della società fieristica fiorentina, la piattaforma digitale Pitti Connect (online dal 16 luglio) che in questa edizione, causa Covid, sostituisce in tutto e per tutto i saloni Pitti Uomo, Bimbo, Filati e anche Pitti Fragranze e Super e che rimarrà aperta fino ad ottobre (nella foto, un’immagine del Pitti Uomo 96 del giugno 2019).

Le previsioni per i prossimi appuntamenti

L’idea diffusa che il mondo fieristico cambierà radicalmente in futuro, abbracciando il digitale sperimentato nella fase post-Covid, non convince il presidente di Pitti Immagine che è titolare del marchio Herno: vedere e toccare i capi, incontrare clienti e fornitori resterà «molto importante» e dunque si tornerà a «utilizzare show room e organizzare fiere fisiche», afferma. Il digitale affiancherà il salone “vero” ma non potrà sostituirlo, è la convinzione di Marenzi.

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Gli interventi a sostegno della filiera

Perché questo accada, però, bisogna salvare il settore. Marenzi parla di «fase drammatica», stima un calo di fatturato 2020 per l’industria della moda maschile compreso tra -25 e -35%, dopo un 2019 «estremamente positivo» che l’aveva riportata ai livelli pre-2008 (con il fatturato superiore a 10 miliardi), e sottolinea «ripercussioni drammatiche sulla primavera 2021».

Nessuna ripresa per l’anno in corso

«Le aziende arriveranno col fiato corto – spiega - perché saranno reduci da un 2020 difficile, soprattutto quelle più indebitate, che non vuol dire necessariamente quelle piccole» L’uscita dal tunnel sarà dunque lunga, e uno spiraglio si potrà vedere nell’autunno-inverno 2021 solo se non ci sarà una nuova ondata di contagi; altrimenti, si andrà al 2022. Per adesso, aziende e espositori devono accontentarsi di Pitti Connect che è una piattaforma ancora in progress, sulla quale molte aziende devono caricare i materiali delle collezioni.

I numeri di Pitti Connect e l’evento di Dolce&Gabbana

In 400 marchi hanno aderito tra Uomo, Filati e Bimbo, hanno spiegato i vertici di Pitti Immagine che puntano sulle due sfilate “reali” annunciate da Dolce & Gabbana il 2-3 settembre (si terranno in Palazzo Vecchio e al Giardino Bardini) per calamitare l’attenzione internazionale. In attesa di tornare alla normalità: «Stiamo lavorando all’edizione dei saloni di gennaio, che dovrà essere ancora più fisica», dice il direttore generale Agostino Poletto. «È molto importante che le nuove risorse del fondo 394/81 gestito da Simest possano essere utilizzate anche per le fiere internazionali che si svolgono in Italia» ha aggiunto Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine. «Il fatto che Milano Unica (il salone del tessile di alta gamma, ndr) abbia confermato l’edizione a Milano l’8 e 9 settembre fa ben sperare per la nostra attività», conclude.

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