Frutta

Clementine, l’Italia perde la leadership. Ma ora si punta sulla varietà Perrina

In 5 anni calo della produzione dell’11,4%. I piani di sviluppo della Op Armonia

di Manuela Soressi

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Riuscirà l’Italia a tornare a essere il Paese delle clementine? Questo frutto dolcissimo e senza semi, di cui siamo stati per decenni il produttore europeo di riferimento, ha via via perso smalto e la produzione nazionale è in continuo calo (-11,4% solo nell’ultimo quinquennio, secondo Ismea), tanto che ormai è scesa a poco più di 506mila tonnellate. Nel frattempo altri Paesi, come la Spagna, il Marocco e l’Egitto, sono diventati più competitivi perché, lavorando sul miglioramento varietale, hanno ampliato il calendario commerciale e aumentato la resa.

E così anche in Italia la stagione delle clementine si apre in ottobre con quelle iberiche e da netti esportatori quale eravamo siamo diventati terra di conquista per i produttori esteri. Anche perché qui i consumi si concentrano nell'arco di cinque mesi, e soprattutto tra metà dicembre e fine gennaio, quando scarseggia il prodotto made in Italy.

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Il fatto è che la varietà più diffusa, la cosiddetta “comune” (90% della produzione nazionale), è diventata sempre meno produttiva e con un calendario che sta ponendo nuove sfide ai coltivatori e spostando in avanti i consumi. Ecco perché, per attuare il suo piano di rilancio delle clementine premium italiane, la Op Armonia (unodei principali operatori di mercato, che con questi frutti realizza 10 dei 24 milioni di euro di vendite annue) ha investito prima di tutto sull'innovazione varietale, destinando mezzo milione di euro alle attività di miglioramento genetico realizzate dal Crea-Ofa di Acireale.

Il progetto, che si concluderà nel 2024, ha l’obiettivo di selezionare nuove varietà di clementine o mandarino-simili apirene e a polpa rossa, specialità per cui c'è grande interesse sul mercato internazionale degli agrumi. Da questa collaborazione sono già nati centinaia di ibridi, attualmente in test nei campi sperimentali, ma soprattutto è stata creata la varietà medio-tardiva Perrina, che è in fase di registrazione comunitaria. «Crediamo molto nella Perrina sia per le sue qualità organolettiche sia perché colma il buco produttivo della varietà comune e per questo le dedicheremo importanti investimenti nel prossimo triennio, introducendola su altri cento ettari in modo da arrivare nel 2027 ad aumentare del 50% la produzione, oggi pari a 60mila quintali» spiega Marco Eleuteri, il presidente della Op che raccoglie 80 produttori agricoli del Sud e Centro Italia.

Il raccolto sarà venduto con il brand DolceClementina, riservato ai frutti premium (di grosso calibro, colti a piena maturazione e con il giusto rapporto tra acidità e dolcezza), dalla buccia edibile perché non trattati dopo la raccolta e confezionati in pack riciclabili. Il canale commerciale di riferimento resta la grande distribuzione, in cui Armonia è già ben presente sia con il suo brand (con vale il 55% del fatturato nelle clementine) sia come fornitore dei marchi propri, ad esempio per Coop.

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