LA STRATEGIA

Clementoni, da Recanati un Sapientino globale e tanti robot giocattoli

Con un fatturato di 188 milioni - il 60% deriva dall'export - l'azienda di giochi fondata nel 1963 resta tuttora ancorata al territorio della città marchigiana dove si produce l'80% dei pezzi venduti all'estero

di Patrizia Maciocchi


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Il Sapientino ormai non è più soltanto un giocattolo ma è anche un brand sinonimo di gioco “intelligente”. Il robottino Pixi si emoziona e interagisce

3' di lettura

Un fatturato consolidato di 182 milioni di euro (aprile 2018, marzo 2019) di cui il 60% è frutto dell’export in tutto il mondo, 600 dipendenti e uno stabilimento di 50 mila metri quadrati.

Sono i numeri del “paese dei balocchi” fondato a Recanati nel 1963 da Mario Clementoni: un’azienda dalla quale escono circa 27 milioni di scatole di giocattoli l’anno, per lo più concentrate negli ultimi tre mesi, nei quali si registra circa il 60% del fatturato.

L’impresa è nata in un garage dove il fondatore e sua moglie avevano iniziato a creare giochi da tavolo: un “articolo”, quasi sconosciuto in Italia, che il “signor Mario”, come lo chiamavano i suoi dipendenti, aveva “importato” dopo una visita alla fiera del giocattolo di New York.

Con grande intuito di marketing Mario Clementoni ha capito per primo l’importanza dei fenomeni di comunicazione di massa, come traino per le vendita, andando a creare giocattoli inediti nel nostro mercato. Come i giochi di prestigio, con un testimonial di eccezione, il mago Silvan, il cui nome è sempre rimasto legato ai giocattoli made in Recanati.

Altra mossa vincente del”patron” è stata quella di proporre i giochi da tavolo questa volta ispirati ai programmi televisivi trasmessi il sabato sera, quando la famiglia era riunita in religioso silenzio davanti al televisore.

Dopo i giocattoli per i “figli” della Tv in bianco e nero dei primi anni 70, la Clementoni, fedele all’imperativo categorico del gioco educativo, ha creato Sapientino, un brand diventato negli anni sinonimo del gioco “intelligente”.

Oggi Sapientino compie 53 anni ben portati, ed è ancora uno dei brand di punta di un’azienda che si conferma leader nel settore del gioco educativo, fortemente proiettata verso i mercati esteri ma saldamente radicata nelle colline marchigiane.

Al vertice dell’impresa c’è Giovanni Clementoni che, con i fratelli Stefano, Patrizia e Pierpaolo, dal 2012, ha messo in atto un deciso processo di reshoring che ha permesso di riportare a casa molti processi produttivi prima delocalizzati all’estero.

«Il nostro obiettivo di far rientrare in Italia, in particolare nell’area di Recanati, una parte consistente della produzione è stato raggiunto grazie a un imponente sforzo di rivitalizzazione di un know-how tecnico e produttivo di cui il nostro territorio è ricco – dice l’amministratore delegato Giovanni Clementoni – un patrimonio che si traduce in un “saper fare” estremamente competitivo se adeguatamente valorizzato, anche rispetto alla competenza del Far East. In una fase storica complicata – conclude – il nostro legame con il territorio, a cui dobbiamo molto e verso il quale sentiamo un legame profondo, ha spinto me e la mia famiglia a sostenere l’indotto locale, scegliendo percorsi produttivi “made in Marche”, all’inizio difficili, ma certamente possibili».

Attualmente il gruppo, con 600 dipendenti di cui 80 all’estero, produce nello stabilimento di Recanati l’80% dei pezzi che vengono poi esportati attraverso società distributrici commerciali in Spagna, Germania, Francia, Turchia e Hong Kong e tramite società che fungono da “agenzie” in Portogallo, Polonia, Regno Unito e Belgio.

La storia, tutta italiana, della famiglia Clementoni si basa sulla scelta strategica di puntare sull’innovazione tecnologica.

L’idea guida è creare prodotti al passo con i tempi, tenendo la barra sempre puntata sull’obiettivo primario del brand: far divertire i bambini insegnando, ora anche con la robotica.

Alla “star” Sapientino, nella sua versione 2020, si sono uniti, infatti, i robottini , Super Doc, che insegna il coding attraverso il gioco e Pixi che si emoziona e interagisce, sostituendo benissimo “l’amico immaginario”, compagno di avventure di molti bambini, nella sua versione terzo millennio

L’offerta che arriva dallo stabilimento di Recanati è tarata su tutte le esigenze, con giochi e puzzle per una fascia d’età che va dai primissimi mesi di vita ai 99 anni, in linea con la filosofia di Mario Clementoni, che considerava il gioco una cosa seria da non abbandonare mai, specialmente da grandi.

Il ricco catalogo Clementoni è frutto del lavoro di un team “Ricerca & Sviluppo” nel quale viene investito il 4 % del fatturato consolidato, composto da oltre 70 giovani ricercatori, laureati in scienze umanistiche, in ingegneria, in informatica o in pedagogia, impegnati a mettere a punto l’apprendimento divertente.

Incredibile a dirsi, il re dei giocattoli confessa che da bambino li snobbava. «Sono nato negli anni del baby boom – dice l’ad Clementoni – lo sport preferito era passare il tempo in strada con gli amici».

Altrettanto incredibile, ma vero, per il numero uno dell’impresa marchigiana non esisteva neppure Babbo Natale: «Non ha mai creduto al signore con la slitta e la barba bianca che portava i doni: io “Santa Claus” lo avevo in casa».

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