Il Business forum trilaterale

Clima, Confindustrie europee: decarbonizzazione competitiva

Le associazioni di Germania (BDI), Italia (Confindustria) e Francia (Medef) : occorre mobilitare più risorse nei bilanci nazionali e dell’Ue per coprire gli investimenti connessi alla decarbonizzazione

(foto imagoeconomica)

3' di lettura

Le confindustrie di Germania (BDI), Italia (Confindustria) e Francia (Medef), riunite a Parigi per il Business Forum Trilaterale, hanno lanciato un forte appello per una «decarbonizzazione competitiva» dell’Europa.

Gli industriali hanno richiamato l'attenzione sulla necessità di definire una regolamentazione finanziaria adeguata a sostenere la doppia transizione verde e digitale. Le tre organizzazioni, inoltre, hanno indicato le azioni volte a promuovere la sovranità digitale dell’Unione, a partire dalla centralità di iniziative come Gaia-X e l’IPCEI sul cloud, a cui dovrebbero accompagnarsi la definizione un corretto quadro giuridico per l’IA e la promozione delle competenze di produzione e progettazione nei semiconduttori. Infine, alla luce dell'incertezza del contesto internazionale, Confindustria, BDI e Medef, hanno evidenziato la necessità che l’Unione europea tuteli i propri interessi strategici, garantendo contestualmente nuove opportunità di sviluppo attraverso la promozione di accordi bilaterali e multinazionali.

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La dichiarazione congiunta

«L’Ue - si legge nella dichiarazione congiunta diffusa al termine della due giorni di riunioni a Parigi con il presidente di Confindustria Carlo Bonomi e i colleghi di Francia e Germania, Geoffroy Roux de Bézieux e Siegfried Russwurm - rappresenta circa l’otto per cento delle emissioni globali di gas serra. Senza un impegno reale da parte delle principali economie globali, la possibilità di produrre un risultato tangibile in termini di mitigazione si riducono, mentre l’esposizione delle nostre aziende alle distorsioni competitive e al rischio di carbon leakage aumenterà».

La dichiarazione congiunta BDI, Confindustria e MEDEF

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Mobilitare più risorse per coprire gli investimenti connessi alla decarbonizzazione

«La transizione verde - hanno sottolineato le tre confindustrie - è necessaria e ambiziosa, ma non è priva di sfide per le nostre aziende, soprattutto a breve termine. Un massiccio processo di trasformazione industriale dovrà essere realizzato in soli nove anni e uno sforzo ancora maggiore sarà necessario per l’obiettivo climatico del 2050». E ancora: «Per adattare tutti i settori dell’economia al nuovo e più rigoroso paradigma verde, i costi economici e sociali saranno estremamente elevati. Pertanto - si legge ancora nel documento -, è essenziale mobilitare più risorse di quelle attualmente previste nei bilanci nazionali e dell’Ue per coprire gli investimenti necessari per la decarbonizzazione e per sostenere la transizione sociale».

Bonomi, è momento storico, non perdiamolo

«L’industria italiana, francese e tedesca hanno gli stessi problemi ma anche le stesse opportunità, non possiamo perdere il momento storico»: lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, intervenendo in conferenza stampa a Parigi al termine del Business Forum con gli omologhi di Francia (Medef) e Germania (BDI), Geoffroy Roux de Bézieux e Sigfried Russwurm. La «parte più importante - ha precisato Bonomi - riguarda chi pagherà la transizione ecologica? Questa è la principale questione europea. Abbiamo la sensazione che i governi dell’Europa non abbiano la possibilità l a forza, di far pagare i cittadini, di parlare in modo chiaro ai cittadini. Ho la sensazione che si farà pagare il costo della transizione alla fiscalità generale, ma se si ricorre a questo, non abbiamo le risorse per la crescita. Questo è la grande questione che si pone oggi».

Russwurm (BDI): serve quadro normativo in grado di stimolare l’innovazione

Siegfried Russwurm, Presidente di BDI ha messo in evidenza che «le istituzioni dell’UE e gli Stati membri devono continuare a rafforzare le loro ambizioni di digitalizzare tutte le dimensioni delle nostre società e l’ecosistema digitale europeo. La regolamentazione - ha continuato - non dovrebbe mai essere fine a se stessa, e i colegislatori dovrebbero creare un quadro normativo in grado di stimolare l’innovazione e gli investimenti nelle tecnologie digitali e in altre tecnologie future. Esortiamo il governo francese a cogliere l'occasione della prossima Presidenza semestrale dell'UE da gennaio 2022 per finalizzare il lavoro legislativo sull’IA, la sicurezza informatica e l’economia delle piattaforme. Alla luce dell’attuale carenza di semiconduttori e della crescente domanda futura, poi, l’Europa ha bisogno di una strategia olistica e a lungo termine per i semiconduttori. Il secondo IPCEI sulla microelettronica sarà un tassello decisivo verso la sovranità digitale dell’Europa».

Roux de Bézieux (Medef): l’Europa mobiliti 330 miliardi di euro l'anno per transizione ecologica

«Al fine di garantire gli investimenti necessari per sostenere la doppia transizione - ha detto Geoffroy Roux de Bézieux, Presidente di MEDEF -, l’Europa deve mobilitare 330 miliardi di euro l'anno per la transizione ecologica e 125 miliardi di euro l'anno per il digitale. Insieme agli sforzi dei bilanci nazionali ed europei, sarà decisivo il ruolo del settore privato. La sfida è consentire all’Unione di sviluppare la propria autonomia con regolamenti che tengano conto del modello di finanziamento della nostra economia e che garantiscano condizioni di parità nei confronti dei nostri concorrenti mondiali. Non vi sarà sovranità europea senza sovranità finanziaria».

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